E’ una sensazione stranissima trovarmi di nuovo di fronte alla pagina bianca di Splinder (caro, non sei affatto invecchiato. Sei rimasto uguale uguale. Neanche una ruga, un capello bianco. Beato te).
Siamo nel 2008, adesso. Sono passati quasi due anni da quando ho deciso di chiudere il blog e, sinceramente, non so per quale motivo mi sia tornato il desiderio di scrivere proprio adesso.
Forse perché per più di un anno ho descritto, nel bene e nel male, la mia vita in questo spazio, abbandonandolo poi al suo destino. Come è scritto nella colonna a destra, ho sempre voluto portare a termine le cose che inizio, senza riuscirci quasi mai. E’ successo così per tutto. Ho smesso di scrivere poesie, di seguire la formula 1, di fare tante altre cose che mi appassionavano pochi anni fa. Ho sostituito queste passioni con altre passioni, ma il senso di incompiutezza rimane ed è una costante. Forse è per questo che ho deciso di rispolverare questo spazio dimenticato: per cercare, almeno una volta, di portare a termine qualcosa.
Ok, rileggendolo, mi rendo conto che questo preambolo così malinconico non è proprio da me. Avrò infatti smesso di fare cose che facevo due anni fa ma sono la solita cazzona di sempre. E ve ne accorgerete ben presto.
E’ possibile in qualche modo sintetizzare in poche righe due anni di vita? Da dove iniziare? E’ un’impresa praticamente impossibile ed è per questo che ci proverò.
Io e Raoul siamo innamorati come il primo giorno. L’unica differenza rispetto a due anni fa è che lui l’anno scorso, preso da un raptus di anti-terronia acuta, è tornato in Friuli. Da allora ci vediamo circa una volta al mese, e durante le vacanze (Trenitalia ringrazia, soprattutto la sottoscritta). E’ dura, e sarebbe sicuramente impossibile se nel frattempo non avessimo fatto dei progetti, che prevedono la mia dipartita (...) verso i soleggiati territori del Friuli nord-est una volta terminati gli studi.
Ormai è la mia seconda casa. Capisco il friulano e lo parlo abbastanza fluentemente. Addirittura a volte mi capita di fare pensieri in friulano (ok, la maggior parte sono bestemmie ma diobono quella lingua ne è zeppa!). Se devo dire una parola in inglese penso: “cemut si disial??”.
Il mio piatto preferito ora è il frico di patate, e non mi azzardo a prepararlo a casa mia solo per rispetto nei confronti della suocerina che ogni volta che arrivo me lo fa trovare bello caldo, patatoso, formaggioso, croccantino... mmm. Fame.
Conosco le strade. Le montagne. I laghi. I centri commerciali e le biblioteche. Conosco le gelaterie e le pizzerie, i supermercati e i bar.
Se penso al Friuli penso a Venzone, che a mio parere è la città più bella del mondo.
Penso a quando siamo andati a fare sleddog a Tarvisio e sono caduta in mezzo al bosco e i cani sono scappati e tutta la gente che era lì aspettava il mio ritorno invece si è vista arrivare i cani a 100 all’ora mentre io rotolavo nella neve presa da un attacco di isteria e il musher capo, Ararad Khatchikian, ha dovuto recuperare i cani che, nel frattempo, erano già arrivati in Slovenia.
Penso a quando a Sella Nevea sono rimasta su un albero del Parco Avventura e ho dovuto mandare Raoul a chiamare i soccorsi perché avevo paura e non riuscivo a fare l’ultimo temibile esercizio: il salto di Tarzan.
Penso a quanto mi piace andare il sabato al supermercato “lì del Bravi” e comprarmi un krapfen con la marmellata.
Penso al lago di Cornino e la sua panchina e i suoi sassolini.
Penso alle montagne, e alle passeggiate in montagna, la pipì e la cacca in montagna, e le quasi scalate. Lo stesso pensiero è direttamente collegato alle cadute, le scivolate, le discese con la pioggia, le sudate e i grilli (a loro volta collegati con il pensiero: AHHHHH OHMMMIODDIOOOOO I GRILLIIIIIIIIIII! VOGLIO TORNARE A CASA MIA, VOGLIO SCENDEREEEEEE).
Penso al Tagliamento, e a quanto mi piace prendere il sole vicino un fiume.
Interrompo l’elenco perché mi sono resa conto di aver detto delle parole che possono aver fatto rabbrividire chi mi conosce. Montagna?? Camminate?? Scalate?? Ebbene sì. In due anni sono diventata una sportiva (seguono fischi e grasse risate). Ecco, magari sportiva no, però mi sono tolta di dosso la pigritudine che mi portavo dietro da vent’anni. Se è per questo sono diventata anche un’ottima cuoca e non c’è giorno che non sforni biscotti, muffin, torte dolci e salate, primi e secondi in quantità industriali. Se è per questo ho anche ripreso a guidare e ora quasi riesco a fare un parcheggio. Se è per questo sono pure dimagrita...
Ma sono diventata una donna perfetta! (seguono lanci di pomodori e uova marce).
A parte gli scherzi, so che in realtà il vostro unico pensiero è rimasto a delle parole scritte qualche riga fa: cacca e pipì in montagna. Oh, che vi devo dire, liberarsi in montagna è proprio rilassante. Certo, preferibilmente non dovresti avere spettatori, ma questi sono dettagli.
Tra le altre cose che quel pazzo di Raoul mi ha fatto fare non posso fare a meno di citare i viaggi che abbiamo fatto da quanto siamo insieme. Sono due anni che l’estate giriamo l’Europa in macchina e dormiamo in tenda nei campeggi (i miei amici per questo mi prendono ancora in giro, perché sanno quale fosse la mia opinione riguardo i campeggi). Se non fosse stato per lui mai avrei scoperto quanto è fico dormire in tenda e quanto sono spassosi i campeggi (soprattutto quelli tedeschi, pieni di vecchiette esibizioniste che fanno la doccia insieme e si insaponano O_o).
Per quanto riguarda gli aspetti non-raoulosi della mia vita non c’è molto da dire. Mi sono laureata il 18 luglio (con la votazione di ben “110 anni per trovare lavoro e lode”) ed è stato emozionante quanto lavare i calzini, visto che tra una settimana mi ricominciano le nuove lezioni. Però è stata un’esperienza divertente, che consiglio a tutti almeno un paio di volte nella vita. Tra l’altro quella megera di mia sorella ha realizzato, con l’aiuto informatico-ingegneristico di Raoul, uno scherzo mostruoso ai miei danni e per questo sarà punita come si deve quando quest’anno si diplomerà.
Rileggendo quello che ho scritto mi rendo conto che, è vero, non sono più simpatica come una volta. Sarà che ormai, come dice un mio collega universitario, sono “praticamente sposata” e quindi necessito di una certa serietà. Ma nooo, via, è solo la vecchiaia che mi ha rammollito (aho, non dimentichiamoci che ho 22 anni e mica posso più fare battute sconce o piene di parolacce come una volta, sono pure una dottoressa!).
Io direi che è ora di finire di scrivere ‘sto post, rischio di dilungarmi per altre 10 ore.
Ne approfitto per lanciare un'informazione di servizio: c'è la possibilità che ricominci a scrivere nel blogghino che avevo aperto con Raoul, ilcabaretvoltaire.splinder.com
So che l'ho detto pure due anni fa e poi l'ho usato per dieci giorni ma, come ho detto prima, ormai sono una donna seria, ho imparato a mantenere le promesse ('nsomma).
Lascio un saluto a tutti i miei 2-3 ex lettori, rileggo spesso i commenti con piacere e questo post lo dedico a voi!
A ritrovarci.
Valentina
Poco più di un mese fa, la trama non era ancora ben definita: c'erano i protagonisti, il set, ma mancava un regista in grado di far risaltare la loro bravura.
Oggi, il copione è stato approvato: gli attori, indipendentemente tra loro, stanno imparando le battute.
Tra una settimana esatta (e due esami universitari), i 697 km che li separano diventeranno due rampe di scale ed un giardino: solo allora potranno iniziare le riprese.
Per il futuro, entrambi hanno dato disponibilità per scrivere a quattro mani una nuova storia.
Audrey e Raoul, di nuovo insieme.
- 7 al primo CIAK
L'evento più importante di questa settimana: Gamba di Legno ha tolto il gesso. Quando è entrato in aula, mentre la prof spiegava, è partito un applauso spontaneo da tutto il gruppo. Adesso zoppica... quindi per me ormai è Zoppetto.
Ho anche scoperto che Il Marinaio non lavora alla Marina ma all'Aeronautica... dite che si offende se continuo a chiamarlo così? Naaa...
Tra l'altro ho rischiato seriamente di farmi scoprire. Si parlava dei diari di una nobildonna inglese del '700, quando la discussione è finita casualmente sui blog: i famosi [per tutti, tranne che per la prof] diari online. Nel tentativo di spiegarle cos'è - come funziona - no, non si mangia me ne sono uscita con un ce l'hanno tutti, persino io!. Dietro di me [ricordo che io da secchiona doc siedo sempre in prima fila] ho sentito un coro di voci che dicevano davvero? dacci l'indirizzo!. Al che, supportata dalla prof che continuava a ripetere io proprio non capisco! ma che roba è? un diario è personale, non lo deve leggere nessuno. questo è solo esibizionismo!, ho detto che il blog ce l'avevo solo per segnare le ricette dei dolci di mia madre, per averle a portata di mano, e che i blog! ah, che cosa inutile! Salva, in zona Cesarini. Cesarini? Vabbè, dai... facciamo in extremis, che di questi tempi non si sa mai.
Acceso dibattito tra il Secchione e il Colonnello nella lezione di storia di qualche giorno fa [per chi non sapesse di chi caspita sto parlando, qui c'è un breve sunto]. Si parlava di commercio, e i due avevano posizioni decisamente diverse. Per uno l'Italia avrebbe dovuto continuare a produrre panni di lana ed evitare il difficile mercato del damascato, per l'altro il damascato era un tocco elitario indispensabile per un paese come il nostro. La discussione è degenerata quando il Colonnello ha detto che, secondo lui, se non ci fossero stati i ricchi non ci sarebbero stati tutti i monumenti e le belle cose di cui tanto ci vantiamo. Da qui si è passati alla necessità di analizzare la storia con lente etica o meno. C'è voluto l'intervento della professoressa per far calmare gli animi. Io intanto stavo morendo dalle risate, come tutti gli altri. Ma la cosa più bella è successa mercoledì, quando io non c'ero. Giovedì ho incontrato per strada la Donna Fashion e siamo andate insieme a lezione. Lungo il tragitto mi ha raccontato della lite furibonda tra la Donna bionda ossigenata e una ragazza del nostro corso. Secondo la bionda ossigenata la relazione che avevano preparato ed esposto alcune ragazze sul colonialismo non era adeguata, e mancava di alcuni punti fondamentali, che lei ha provveduto ad esporre in soli 40 minuti di intervento. C'è stata una sommossa della classe, le hanno tolto la parola, e la professoressa [per la prima volta da due mesi!] ha finito la lezione con ben 15 minuti di anticipo. Queste cose succedono sempre quando non ci sono io...
Se sopravvivo alla cena coi parenti, questa sera, domani vado al concertone del 1 maggio.
Fate il tifo per me.

Sto studiando filologia italiana.
Son cose...
Trattasi di resoconto dettagliato, che si riferisce a questo post.
Dicevamo...
Sabato sera siamo andati in un locale metallaro: il Palarockness. Il mio abbigliamento non era assolutamente adeguato alla serata, e al luogo. Mai mettere i tacchi per andare in un locale del genere. Alla fine non era neanche male, la musica era orribile [o meglio, non è proprio il mio genere], ma la compagnia era più che buona. Devo anche ricordarmi di non ordinare mai più un Barbie [gin, lemonsoda, sciroppo alla fragola], che a dispetto del nome è la cosa più amara che abbia mai bevuto in vita mia. Tra i momenti più divertenti della serata ricordo il vano tentativo di Magnus di non andare in questo postaccio, facendo sbagliare strada più di una volta al guidatore [e non dirmi che non te ne sei accorto, Mattè!], e la balla che abbiamo raccontato agli altri per giustificare il nostro ritardo ["abbiamo incontrato un ragazzo ubriaco per strada e l'abbiamo portato nella piazza principale. Era basso e aveva un cappellino blu"], che ha funzionato alla grande. Bella serata, in effetti.
Domenica, dopo aver passato 2 ore in piedi a seguire quella sciccheria di Gran Premio, sono andata a Roma per conoscere il miglior amico del mio miglior amico di università [tutto chiaro, no?], venuto dalla Sicilia alla scoperta della capitale. Mi sono portata dietro la mia migliore amica e sua cugina genovese. Di romano di Roma non ce n'era uno in quel gruppetto. Tra i vari "belin" e "minchia" mi si è fuso il cervello. Dopo in giro in barca a Villa Borghese [fatto apposta per molestare un bellissimo cigno], abbiamo cenato in un fast-food. Serata splendida, dimenticando la corsa che abbiamo dovuto fare per prendere il treno [prese dalle chiacchiere, ci siamo dimenticate che: 1) avevamo il treno di lì a 20 minuti; 2) quel treno era l'ultimo della giornata. Il successivo c'era alle 5 e qualcosa del giorno dopo; 3) la metro era chiusa; 4) la fermata dell'autobus distava 10 min a piedi da dove eravamo; 5) la stazione distava 20 min di autobus dalla fermata]. Alla fine, correndo, sudando e smadonnando ce l'abbiamo fatta. In caso contrario, avrei fatto meglio a far finta di essere morta, o a morire davvero, immaginando già la conversazione telefonica con mia madre: "Mamma, senti, sai che sono andata a Roma, no? Sì, dovevo tornare per cena e non son tornata. Sì, dovevamo essere solo donne e invece c'erano con noi 2 maschioni. Sì, ti avevo detto che avrei preso il treno il prima possibile. Bene, hai presente quel treno che dovevamo prendere? Mettiti comoda, e rilassati. L'abbiamo perso, quel treno. No, non ci hanno rapite o molestate, ci siamo semplicemente dimenticate di dover prendere un treno per tornare a casa. No, niente droga, mami. Tornando a noi, il prossimo treno c'è domani mattina. Puoi lasciarmi dormire alla Stazione Termini in mezzo ai barboni, farmi dormire nell'appartamento di questo mio amico di cui ignoravi finora l'esistenza, o tirare fuori la macchina dal garage, farti 30 min di autostrada, arrivare al centro di Roma e venirci a prendere. Come dici? No, non ho sbagliato numero, sono tua figlia! Mamma! Mamma!". Per fortuna che non avevo ancora cominciato la dieta, il mio fisico non avrebbe retto una corsa di 2 km con tacco.
Lunedì sono andata a Roma perché quello che io consideravo il mio migliore amico di università mi ha detto: "guarda vieni perché la prof fa lezione al 100%". Io come un'allocca ci sono cascata, quando invece era solo un modo spudorato per conoscere mia sorella [gli avevo detto che a lezione avrei portato pure quel gran pezzo di ragazza di mia sorella, per fargliela conoscere]. Al posto della lezione inesistente siamo andati a fare shopping in Via Nazionale [mai entrare in un negozio di abbigliamento, e provare vestiti, con intorno due siciliani. Sento di doverlo sconsigliare a chiunque]. Dopo una capatina a Piazza del Popolo siamo tornate a casa [ho scoperto, tra l'altro, che 5 minuti dopo che ce ne siamo andate noi è arrivato Tom Cruise!]. La sera sono andata in un pub, dove una mia cara amica festeggiava il compleanno. A casa all'una, e buonanotte al secchio.
Martedì doveva essere una splendida giornata di sole. In realtà era nuvoloso che più nuvoloso non si può, tirava un bel po' di vento, e faceva freddo. Una giornata perfetta per andare al mare. Siamo arrivati al mare con 2 ore di ritardo [tra ritardi vari, e tappi lasciati dal benzinaio], giusto in tempo per beccare l'unico raggio di sole di tutta la giornata. Il resto del (poco) tempo rimasto l'ho passato giocando a calcio coi maschi [ho rimediato una contusione al mignolo del piede sinistro], a pallavolo con le ragazze, gattonando sulla sabbia come un'idiota, e facendomi picchiare con dei bastoncini, che nonostante l'apparenza facevano davvero male [pare che l'unico gioco divertente che si possa fare insieme è quello in cui io sono una vittima sacrificale. Sadici!]. La prossima volta che vado al mare e non c'è il sole faccio la danza del sole [questa, per capirci]. Tanto bastoncino in più, bastoncino in meno...
Ho finito. Grazie, signor giudice.
Allora, da dove cominciare? Facciamo dall'inizio, va. Quando mi viene sonno mi fermo. In realtà avrei sonno già adesso, però faccio uno sforzo. Una bottiglia di caffè e via.
Il mio programma per questo fine settimana era questo: sabato avrei studiato filologia e preparato una relazione per storia, dopocena con gli amici, e poi un sano riposo; domenica mattina avrei preparato una relazione per una conferenza (che devo consegnare entro fine mese), mentre il pomeriggio l'avrei dedicato allo studio della letteratura italiana contemporanea (rigorosamente dopo la gara di F1). Lunedì avrei utilizzato il ponte per leggere un po', e portarmi avanti con lo studio. Mentre il 25 aprile mi sarei goduta il meritato giorno di vacanza stesa su una spiaggia, sotto un sole cocente, sorseggiando un soft drink.
Le cose sono andate in maniera decisamente diversa.
Sabato mi sono svegliata tardi, sono uscita il pomeriggio (in barba alla barbosa filologia), ho cenato fuori, e sono tornata a casa un po' più tardi del previsto.
Domenica, dopo la corsa, ho preso al volo un treno per Roma e sono tornata a casa molto più tardi del previsto.
Lunedì di nuovo a Roma (per seguire una lezione che poi non c'è stata), e poi compleanno di una mia amica.
Martedì mare, senza sole, senza bagno e senza soft drink (pure l'acqua ho lasciato a casa).
I dettagli a domani, che il caffè l'ho allungato con l'acqua e non fa più effetto...
Domani, se non ci saranno problemi di scrutinio, vi racconterò in dettaglio il mio fantasmagorico lavoro di scrutatrice. Ora vado a dormire... sognerò numeri, firme, timbri e colla.
Stanca, morta.
Fatica, tanta.
Sonno, buonanotte.

Stamattina sono uscita di casa alle 8 e mezza, per andare all'università. Sono tornata a casa alle 20.40.
Domani vado dal Magnifico Rettore, e gli chiedo se può aggiungere due-tre ore alle 24 già esistenti, in un giorno. Quale mente malata può aspettarsi che studi dopo 12 ore [e 10 minuti] passate fuori casa? A parte mia madre, eh!
E oggi non ho neanche marinato, come gli ultimi due giorni. Ma solo perchè era nuvoloso e tirava tanto vento, mica per altro!
Quanto è bello non fare un cavolo e poter dire "ehi, che ti credi? Io sto facendo l'università, mica pizza e fichi! Mi sto solo prendendo un momento di relax. Me lo sono più che meritato".
Adoro l'università, adoro il sole, adoro il binomio sole-università, e il trinomio sole-università-prati... ma anche il quadrinomio sole-università-prati-gelati a volontà non mi dispiace, effettivamente. [Ero molto brava in matematica, si vede? Potrei aggiungere potenze o radici quadrate ma non vorrei appesantire troppo il post. Prima di tutto la salute del lettore].
È primavera... svegliatevi bambine
alle cascine, messere aprile fa il rubacuor.
È primavera... che festa di colori!
Madonne e fiori tentaste il genio d'un gran pittor.
E allora, a sera, fiorivano gli amori,
gli stessi amori che adesso intrecciano i nostri cuor.
Già svegliarsi alle 6, la domenica mattina, non è proprio il massimo...
Se poi lo fai per vedere la tua amata Ferrari, che peggio di così non poteva andare, un pochino ti scoccia;
se poi ti accorgi di avere un tremendo mal di gola, e capisci che – in realtà – te lo sei anche un po’ cercato, con quella maglia scollata di ieri sera, un pochino ti infastidisci;
se poi scopri che sei anche senza voce, a causa delle troppe risate / urla / cazzate a voce altissima per superare la musica e la voce degli altri, un pochino ti innervosisci;
se poi provi a riprendere sonno e non ci riesci, e realizzi che hai dormito solo 3 ore, un pochino ti arrabbi;
se poi trovi le chiavi di casa, che ieri avevi cercato per ben 15 minuti senza successo, sotto un libro, un pochino ti incazzi;
se poi ti viene in mente che ieri hai quasi distrutto lo sportello della macchina di un tuo amico, e lui non se n'è neanche accorto, un pochino ti viene da ridere;
se poi pensi che domenica prossima, a norma dell'art. 6 della legge 8 marzo 1989, n. 95, come sostituito dalla legge n. 120 del 30/04/1999, dovrai fare lo scrutatore alle elezioni, e quindi non avrai neanche il tempo per mangiare, un pochino ti rincuori... e rivaluti completamente la giornata.
I can see clearly now, the rain is gone,
I can see all obstacles in my way
Gone are the dark clouds that had me blind
It’s gonna be a bright (bright), bright (bright)
Sun-Shiny day.

Non c'è stato bisogno di riti magici, questa volta. Un po' di apprensione c'era, però vedere la Ferrari di nuovo sul podio e di nuovo competitiva è stato davvero emozionante. Massa, Massa, Massa... io non capisco perchè continuino ad insistere coi brasiliani. Un bel tedescone tutto d'un pezzo no? Comunque aspetto altre gare prima di dare un giudizio. E poi Rosberg, caspita, da dove è uscito? Lo prendo in giro da settimane (lui e la Williams che l'ha scelto) e invece si è comportato davvero bene in gara. Buon per lui. Ora ci aspetta la Malesia. Io, per sicurezza, inizio a preparare le pozioni...
Ho deciso di compiere una spedizione notturna a San Pietro in Montorio per devastare la cappella Raymondi, in memoria del caro Francesco (committente della cappella e morto nel 1638). Così, per passare una serata diversa. Mi porterò 28 uomini muscolosi, ognuno dei quali avrà in dotazione 28 spranghe. Per 28 ore di seguito ci accaniremo sulla sua faccia, al posto della quale inseriremo una gigantografia di John Lennon. Dopo di che tutti insieme lo malediremo in 28 lingue diverse, e ripeteremo l'operazione al contrario per 28 volte. Non contenti lanceremo maledizioni anche a 28 dei suoi familiari, presi a caso dal suo albero genealogico.
Non che mi abbia fatto niente di male, sia chiaro. E' semplicemente esistito. E questo mi basta.
In ogni caso, pace all'anima sua.
28 preghierine e a nanna.
Se non si fosse capito oggi ho concluso la mia prima sessione di esami. Alleluja!
Quella di ieri è stata una giornata molto intensa! La mattina sono andata a Roma con la mia mamma. Ho cercato in tutti i negozi di musica l'ultimo album di Joseph Arthur, senza alcun risultato. Ora, o è diventato così famoso che tutti hanno comprato il suo cd, oppure... oppure perchè caspita un negozio dovrebbe avere tutti i cd di gigi d'alessio e neanche uno di Joseph, eh? Magari lo ordino via internet, ché ormai mia sorella ha fatto breccia nel cuore del fattorino della SDA. Tornando a casa, abbiamo avuto un incontro ravvicinato del primo tipo con un maniaco sessuale, che aveva tanto bisogno di far vedere a tutti i suoi attributi (chi vuole capire capisca). Dopo essere tornata a casa, sana e salva, col rammarico di non aver trovato il cd, sono andata a fare shopping, tanto per tirarmi su il morale.
Cena con tutti i parenti e, per chiudere in bellezza la serata, dopo cena con gli amici! Come ogni sabato sera, da un po' di tempo a questa parte, abbiamo impiegato circa un'ora per decidere dove andare a far bisboccia. Alla fine abbiamo scelto "The Dubliners", un pub in cui eravamo già andati e che ci aveva fatto una buona impressione. Serata trascorsa tra pistacchi (mangiati e tirati addosso ad un'innocente e bellissima fanciulla, il cui unico difetto era avere una maglia un po' scollata, vero bastardi?), bacardi gusto lime (tanto per provare qualcosa di diverso) e cazzate a profusione (ingrediente fondamentale di ogni serata che si rispetti). Ma soprattutto tutti hanno avuto la possibiltà di ammirare una specie piuttosto rara oggigiorno: donnachelascialechiavidicasaacasa. E chi poteva essere quel genio, quella cervellona, quel mostro di intelligenza, se non la sottoscritta? Così a mezzanotte sono stata costretta a chiamare mio padre per dirgli di prepararsi una bella tazza di caffè, e aspettarmi sveglio. Spaventata dagli effetti che il caffè avrebbe avuto sul sistema nervoso, già abbastanza nervoso, di mio padre, sono tornata a casa all'una in punta di piedi. L'ho trovato sul divano, a vedere un concerto registrato di Tina Turner, cosa poi non così strana. Mi sono avvicinata a lui per salutarlo, e senza chiedermi nulla della serata ha iniziato a lodare la Turner. "Senti che accordi, senti che voce! E pensa che qua c'aveva sessant'anni. Dai vieni a sentirti un po' di concerto!". L'ho convinto ad andare a dormire solo assicurandogli che oggi avremmo visto tutto il concerto insieme!
Promemoria per il futuro: Mai, e dico mai, dimenticarti le chiavi a casa! MAI!
L'unica consolazione è che al mondo c'è gente più rincoglionita di me, vero Matteo? Sappi che la tua autoradio è in ottime mai, l'ho anche nutrita, le ho dato pure un nome (Caterina) ma non te la ridò finchè non lasci un commento qui sul blog. Se non lo farai passerò il resto della mia vita a cantarti "Vecchio scarpone quanto tempo è passato...". A te la scelta!
Da un po' di tempo potete trovarmi su msn. Il mio indirizzo è emily2222@alice.it