
Ho finito un paio di settimane fa di leggere "Il maestro e Margherita" di Bulgakov.
Di Bulgakov avevo già letto "Uova fatali" e "Cuore di cane", ma avevo un po' snobbato questo romanzo.
Dopo averne recitato un pezzo in teatro mi sono ripromessa di leggerlo.
E' un gran bel romanzo. Si tratta della discesa sulla terra, a Mosca per la precisione, di Satana (Woland), accompagnato da uno strano gruppo di aiutanti: un grande gatto nero (Behemot), uno spilungone a quadrettoni con un pince-nez rotto (Korovev) e un omino coi capelli rossi, una zanna e un glaucoma ad un occhio (Azazello).
E' straordinario come Bulgakov riesca a farti appassionare ad ogni personaggio che man mano descrive: dai piccoli funzionari che vengono presi di mira da Satana (Varenucha, Rimskij, Berlioz, Nikanor Ivanovic), a Margherita e il maestro (la loro storia d'amore viene fuori solamente a metà romanzo), fino allo stesso Satana e ai suoi buffi aiutanti.
Tutto il romanzo gira intorno al romanzo scritto dal maestro, che narra la storia veridica di Cristo e apre la strada alla seconda venuta del Messia. E' per questo che Satana restituisce al maestro il manoscritto che questi aveva dato alle fiamme. "I manoscritti non bruciano".
E' davvero un romanzo ben fatto: scritto molto bene, appassionante, intelligente, ironico e accattivante!