venerdì, 26 agosto 2005, ore 22:20

Troppe cose da fare. O forse troppo poco tempo per fare cose che sono comunque troppe...

Per la gioia di un certo amante di Roma, ho visto un dvd sulle meraviglie della Roma Imperiale. Bello, abbastanza interessante. E pensare che hanno inventato i doppi vetri e avevano il bidet - cosa che in Francia, adesso, ancora non sanno cosa sia, il bidet.

Per la gioia di mia sorella ieri abbiamo visto The Terminal. Mi aspettavo molto di più da questo film. Carino, delle scene sono molto belle, ma niente di più. Lo spunto è interessante ma poi il film si perde. Peccato...

Per la gioia di mia madre ho riordinato lo studio, ormai letteralmente invaso da appunti, depliant di centinaia di università e scarabocchi vari (per non parlare delle solite pallette di carta per terra, la croce di mia madre).

Per la gioia di mio padre ho rinunciato a sistemare, con un ordine logico, i suoi libri sull'archeologia e gli ufo. Dice che poi non ci si ritrova, poverino. Presto farò un censimento per farvi rendere conto del numero immenso di assurdità che occupa la mia povera libreria - tra contatti, incontri ravvicinati e segnali radio di ogni tipo! Tra un po' vorrà anche mettere i suoi vestiti nel mio armadio!

Per la gioia del mio direttore ho preparato il primo dei due articoli che devo consegnare entro la fine di Agosto. Mi sono ridotta all'ultimo, come sempre, e fino ad ora sono stata a grattarmi la pancia. Già sento il fiato sul collo e storielle del tipo "se non ce la fai non ti preoccupare, la tua pagina la do ad un altro". No, no e poi no. Questo lavoro me lo sono sudato e me lo tengo - l'ultimo articolo l'ho scritto addirittura il giorno prima dell'esame di maturità, imbottita di caffè e stressata al limite.

Per la mia gioia (era ora!) ho finito di leggere il libro di poesie di Calabrò - molto meglio quelle di Giuseppe Napolitano, peccato che non sia famoso come merita - e il libro di Lavagetto, che mi ha colpito in negativo. Presto spiegherò perchè...

In verità, tragedie e commedie sono composte dalle stesse lettere - Aristotele

Eh, già...

emily2222
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mercoledì, 24 agosto 2005, ore 14:00

Amleto:

Ah, se questa mia troppo, troppo solida carne, potesse sciogliersi in rugiada!

Ah, se l’Eterno non avesse opposta la sua legge al suicidio! O Dio! O Dio!

Come tediose, e insipide ed inutili m’appaiono le piatte convenzioni

di questo mondo! Che schifo! Che schifo! questo è un orto coperto di gramigna

che va in seme; vi sanno verzicare erbe rozze e selvatiche, nient’altro.

A tanto dunque si doveva giungere! È morto da appena due mesi… oh, no, che dico,

nemmeno tanti… un re così eccellente, confrontato a costui,

un Iperione a confronto di un satiro; e di lei a tal punto innamorato

da non permettere nemmeno ai venti di sfiorarle con troppa forza il viso!

Ah, cielo e terra, come non pensarci! E lei, che tutta s’appendeva a lui,

come se l’appetito di quel cibo le crescesse mangiandone…

Appena un mese… Non voglio pensarci. Ahimè, fragilità, il tuo nome è femmina.

Un mese appena… non ancor consunte le scarpe con le quali, tutta in lacrime,

novella Niobe, aveva seguito il feretro del mio povero padre…

Lei, sì lei!… O Dio Onnipotente! Anche una bestia priva di ragione

avrebbe fatto più lungo compianto… ed ora maritata con mio zio,

fratello di mio padre, ma a lui simile non più di quanto lo sia io ad Ercole…

Un mese, appena un mese… prima che il sale delle false lacrime

abbia cessato d’arrossarle gli occhi, ancora gonfi, s’è rimaritata!

Oh, lubrica precipite lascivia! Scivolare con tanta leggerezza

tra incestuose lenzuola!… Non è bene, né può venirne bene!

Ma spèzzati, mio cuore, ch’io debbo ora frenar la lingua!

 
emily2222
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domenica, 07 agosto 2005, ore 23:47

Un amico è un uomo che sa tutto di

te, e nonostante questo gli piaci.

Elbert Hubbard

emily2222
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domenica, 17 luglio 2005, ore 15:11

Stanotte alle 3 si parte. Meta: Egitto! L'Egitto delle piramidi, dei faraoni, delle tombe, del Nilo e delle maledizioni. Chissà se tornerò sana e salva!!!

Baci,

Cleopatra

 

Mi sento multiplo. Sono come una stanza dagli innumerevoli specchi fantastici che distorcono in riflessi falsi un'unica anteriore realtà che non è in nessuno ed è in tutti.

Fernando Pessoa

emily2222
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venerdì, 15 luglio 2005, ore 00:12

Tutto quello che ho pensato, tutto quello che ho sognato, tutto quello che ho fatto e che non ho fatto: tutto se ne andrà in autunno, come i fiammiferi usati che ricoprono il pavimento in diversi sensi, o i fogli di carta appallottolati in palline false, o i grandi imperi, tutte le religioni, le filosofie con le quali si sono baloccati i bambini sonnolenti dell'abisso. Tutto quanto fu la mia anima, dalle mie aspirazioni più nobili fino alla povera casa dove abito, dagli dèi che ho avuto al mio principale, il signor Vasques: tutto se ne va in autunno, tutto nell'autunno, nella tenerezza indifferente dell'autunno. Tutto nell'autunno, sì, tutto nell'autunno...

Fernando Pessoa

Adoro l'autunno. Qual è la stagione che vi fa sognare?

emily2222
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lunedì, 11 luglio 2005, ore 23:28

Colui che sorride quando le

cose vanno male, ha già

pensato a chi dare la colpa.

Legge di Jones

emily2222
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mercoledì, 29 giugno 2005, ore 14:12

La maggior parte degli uomini sono come una foglia secca, che si libra e si rigira nell'aria e scende ondeggiando. Ma altri, pochi, sono come stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso e non c'è vento che li tocchi, hanno in se stessi la loro legge e il loro cammino”.

H. Hesse

Io mi sento come una foglia...secca al tal punto da lasciarsi andare a qualsiasi cosa, sapendo di non avere più niente da perdere. Non so se mi piacerebbe essere una stella fissa...forse, più che fissa, potrei essere fissata. Fissata con questo strano mondo e con la pazza idea (no, non di far l’amore con lui) di voler vivere ad ogni costo. Non che abbia paura della morte, sia inteso. Quello che io voglio è lasciare un segno: bello, distinto, luminoso e non particolarmente semplice. Tutto quello che verrà dopo sarà solo un contorno, magari affascinante, ma pur sempre inutile e superfluo.

emily2222
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mercoledì, 29 giugno 2005, ore 12:37

"Il battello non sarebbe ormeggiato, ma andrebbe su e giù per il fiume con la marea, e il pubblico sarebbe seduto sulle due sponde. Potrebbe afferrare quella parte della trama che il caso vuole si svolga mentre il bastimento passa, e poi dovrebbe aspettare il riflusso della marea per vederne un’altra parte, se per caso fosse ancora seduto in quel posto. Per colmare le lacune, gli spettatori dovrebbero servirsi della propria immaginazione, o domandare ai vicini più assidui, o sentir passare la parola da monte o da valle. Per lo più non capirebbero affatto quel che vi si svolge, o crederebbero di capirlo, mentre in verità non ne saprebbero niente. Moltissime volte potrebbero vedere gli attori, ma non sentirli. Non c’è bisogno di spiegare che molte volte la vita è così: i nostri amici ci passano davanti come sulla corrente di un fiume, e noi restiamo coinvolti nella loro vita; poi passano oltre, e noi dobbiamo fidarci di qualche chiacchiera per sentito dire o perderli completamente di vista; tornano indietro sempre sulla corrente, e ci tocca o rinnovare l’amicizia, aggiornandoci su quello che è successo nel frattempo, o scoprire che non ci comprendiamo più. E questo libro farà il medesimo effetto, ne sono sicuro. È un’opera galleggiante, amici, piena zeppa di curiosità, di melodramma, di spettacolo, di istruzione e di divertimento, ma scorre via volente o nolente secondo la marea della mia prosa vagante: l’avvisterete, poi la perderete di vista, poi la rivedrete; e senza dubbio vi ci vorranno grandissimi sforzi di attenzione e di fantasia – insieme a non poca pazienza, se siete lettori comuni – per non perdere di vista la trama mentre vi naviga sotto gli occhi e poi vi sfugge alla vista."

Semplicemente straordinario...una delizia!

emily2222
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