
Tratto dalla cartolina che mi è arrivata ieri direttamente da Munchen, dove si sta svolgendo il celebre Oktoberfest:
Valentì, qua è il regno tuo! Ubriaconi e maiali sboccati... come te!
Ora, prima di tutto ringrazio il cielo che il mittente mi abbia mandato un semplice panorama della città, e non, ad esempio, un paio di tette grondanti birra* - visto che la cartolina l'ha presa mio padre dalla buca delle lettere. E poi... a me non piace neanche la birra! E ancor meno mi piace pisciare nei canali col pisello di fuori insieme agli altri uomini - sarà perché non ho il pisello? Bah.
Comunque, ecco, questa storia di darmi dell'ubriacona e del maschio mancato deve finire.
Cose tipo sembri una bambolina ma parli come uno scaricatore di porto non le posso più tollerare.
Io mi limito esclusivamente a fare battutine che secondo me sono divertenti, ma secondo gli altri sono soltanto indice della mia perversione.
Certo, è ovvio che se bevo un bicchiere di gin lemon poi rischio di non rispondere più delle mie azioni, ma sono casi limite. L'ultima volta mi è successo un paio di settimane fa, a casa del meschino mittente della cartolina, quando un bicchiere di Bayles mi ha fatto trasformare Match Point nel peggiore dei film porno. Una frase per tutte: guarda questo [Jonathan Rhys-Meyer] che bocca da pompinaro che c'ha! Ovviamente non ero in me, ma ora, con la mente lucida, direi che proprio torto non ce l'avevo [qui un po' di foto].
In fondo sono ancora la stessa ragazzina che a quindici anni pensava che il sesso orale fosse il sesso a parole - tipo: dai, facciamo sesso! [tanto che non riuscivo a capacitarmi di come i maschi potessero parlarne con così tanta enfasi]. Son solo parole, pensavo, ci sono capace pure io. Poi, ho scoperto la verità. Aveva ragione mia nonna: non sempre è utile aprire la bocca e dare fiato.
* Tra le persone che mi accusano di essere sboccata c'è anche il mio migliorissimo amico, nonchè fidanzato di mia sorella. Lo stesso che mi ha dedicato questo post [basta cliccare su questo, oh yeah], e lo stesso che ad agosto mi ha spedito una cartolina con 3 culi sodi di ragazze in primo piano [cartolina che ha visto anche mia madre, e che l'ha portato alla totale perdita di stima e fiducia da parte della futura suocera]. Circondata da così tanti maniaci sessuali mi sento meno sola...
Per preparare l'esame di Letteratura Italiana sono stata due settimane in completa segregazione.
I miei amici erano molto in ansia.
Mi mandavano sms con toni disperati, e anche un tantino ironici.
Cose del tipo: Vale, ma stai bene? E' un sacco che non ti fai vedere. Starai mica studiando sul serio? Ahahah!
Nessuno credeva che stessi studiando seriamente. Secondo loro sarebbe stata più probabile la mia morte improvvisa.
E invece... mi sono impegnata sul serio. Ché secoli di letteratura mica si studiano così, su due piedi.
Arrivata alla sera prima dell'esame sono stata colta da una grande ansia, e molta paura. Tanto che stavo per rinunciare a dare l'esame, e rimandarlo a data da destinarsi.
Ma Raoul, con un meschino ricatto, è riuscito a farmi ragionare, e riportarmi sulla retta via.
Sono entrata a fare l'esame allegra e contenta.
Ho parlato alla prof di Dante, Petrarca, Cellini, Machiavelli, Alfieri, Goldoni, dimensione escatologica e numerologia soggiacente alla scrittura del sé, piena di passione e simpatia, tanto per fare ancora di più la ruffiana.
La prof, dopo avermi fatto un cazziatone per un libro che non sono riuscita a trovare [cosa che merita un post a parte], mi ha detto che sono molto brava a fare collegamenti, e che si vedeva che il suo corso mi era piaciuto. Non ho osato smentirla, povera vecchina [a parte gli scherzi, il suo corso mi è piaciuto davvero. Ecco].
Mi ha messo il voto e mi ha salutata cordialmente, ché tra due settimane ho un altro esame con lei. Sono di casa ormai...
Il voto non lo dico, sono troppo modesta. Non mi abbasso a certi livelli. Non ci tengo proprio.
Cambiando discorso... oggi ho mangiato 30 biscotti.
No, dico... 30.
Stamattina aspettavo tesa e angosciata di sostenere il terribile esame di Letteratura Italiana. Sfogliavo libri, appunti e dispense come posseduta dal demonio.
Si sa, i minuti prima dell'esame sono perfetti per studiare la vita di Guicciardini e altre amenità simili. Sono perfetti pure per farti venire centinaia di dubbi diversi. E' proprio in quei momenti che ti accorgi che le cose che non sai sono davvero troppe per sperare di superare l'esame. Sfogli i libri e immagini che durante la notte una qualche entità misteriosa sia venuta a cancellarti dalla memoria quelle poche, pochissime cose che eri sicuro di sapere.
Così eravamo tutti quanti a testa bassa sulle carte, e nel frattempo interagivamo tra di noi, cercando di riacquistare un minimo di nozioni. Ci facevamo domande e ci rispondevamo a vicenda senza guardarci in faccia. Sembravamo quasi matti, in effetti. Sempre senza alzare la testa, abbiamo ascoltato una conversazione fantastica.
Un ragazzo, sollecitato da un suo amico, ha iniziato a raccontare la sua travagliata vita sentimentale. In pratica lui è di Alessandria ed è venuto a studiare a Roma. E' sul treno che da Roma lo riportava a casa che in un imprecisato momento della sua vita ha conosciuto la sua attuale ragazza, di Salerno, che però studia a Torino. Quindi, per ricapitolare, lui è di Alessandria ma studia a Roma, lei di Salerno ma studia a Torino, e non si vedono mai. Non solo. Lei non ha il telefono fisso, e quindi sono costretti a sentirsi sempre e solo col cellulare.
Mentre il ragazzo parlava, all'improvviso, abbiamo tutti buttato all'aria i libri, dimenticandoci di Alfieri e Dante e ci siamo messi ad ascoltarlo. Alla fine siamo scoppiati in una fragorosa, istintiva risata. Perché, nella sua drammaticità, era una storia piuttosto divertente.
Ora che so che c'è chi sta peggio di me, non posso più lamentarmi di avere il fidanzato a 800 km di distanza. Così imparo a farmi gli affaracci degli altri...
Sono ancora viva.
Questo significa che nessuno di voi mi ha regalato una collana di diamanti.
Tirchi.
Detto questo...
Ultimamente posto poco. Non perché mi manchi la fantasia, il problema è che ho poco da raccontare.
Per fare un esempio casuale: è una settimana che non esco di casa...
Per studiare, eh! Ché io frequento l'università, mica la bottega del calzolaio [sì, ok, faccio Lettere, è una cazzata immane ma non posso dirlo io! Mi darei la zappa sui piedi! Preferisco farmelo dire da un ingegnere, ad esempio].
Quindi, per intrattenervi, potrei raccontare... non so, la storia di un certo Gerolamo Cardano.
O di quando mi hanno chiamata a vendere la frutta in uno stand. Questa sì che è forte.
Potrei, ma non ho tempo.
Magari un giorno, chissà...
Torno a studiare la Vita di Giambattista Vico, di cui non me ne frega una mazza.
perch'io, finché m'ha morto, in mezzo al petto
serbarlo vo', se mai quel che m'avviva
potrà menarmi del mio corso a riva.
L'ha fatto di nuovo.
Splinder mi ha nuovamente mangiato un post.
Ma stavolta sono stata più furba, l'ho scritto su Word.
Non mi fregherai mai più, bastardo.
Ahahah.
[Un'altra emozione così e stasera muoio di infarto]
[Messaggio per quelli che mi vogliono morta: regalatemi una collana di diamanti. Quale occasione migliore?]
La cosa divertente è che io, durante la finale dei Mondiali con la Francia, ho gufato.
Ma ho gufato proprio tanto.
Non perché ami la Francia, o mi siano simpatici i francesi. Tutt'altro.
Il punto è che volevo evitare che succedesse quello che poi è successo: gente impazzita per le strade, euforia per settimane, idiozia dilagante, quel maledettissimo Popopo che mi scatena torbidi istinti primordiali.
Va bene festeggiare, per carità, è una cosa normalissima. Ma quando è troppo è troppo...
Probabilmente i francesi avrebbero fatto pure di peggio, non lo metto in discussione, anzi... sicuramente avrebbero fatto di peggio. Quella è gente che mangia l'escargot, non so se mi spiego. Sono molto repressi, e hanno bisogno di sfogarsi ogni tanto, poracci.
Ma noi mangiamo la pizza! Capito? E' tutta un'altra cosa. Noi abbiamo i bucatini all'amatriciana. Le fettuccine. I tortellini. Dovremmo essere sempre sazi e soddisfatti.
E poi invece... andiamo a fare i burini per le strade.
E' divertente all'inizio, forse, dopo un'oretta, magari, ma ore e ore di insulsi festeggiamenti li trovo a dir poco inconcepibili.
Comunque, dicevo, io ho gufato...
E ho gufato alla luce del sole, perché mica mi vergognavo.
Davanti agli amici, amici di amici, fidanzati di amici, fidanzati di amici di amici, amici di fidanzati di amici, amici di fidanzati di amici di amici [il cerchio si chiude con Adamo ed Eva].
Potete soltanto immaginare gli insulti, le minacce, le violenze psicologiche che ho subito quella sera.
Ma io ero irremovibile, e dentro di me pensavo: se l'Italia vince non solo questi fanno un casino, ma io faccio pure una bella figura di merda.
Però gufavo in silenzio. Mica volevo rovinare la visione della partita agli altri. Speravo che l'Italia perdesse zitta zitta, senza insultare nessuno.
Poi, ai rigori, ho iniziato a sentire brutte frasi venir fuori dalla bocca di un po' di gente.
Ha iniziato uno con: 'Sto sporco negro.
Poi un altro con: Ah negro de merda!
E ancora: Che schifo 'sto negro maledetto.
Io non ci ho visto più.
Tifa, ubriacati, vomita in faccia a un tuo amico, ma non provare ad insultare qualcuno per una lurida partita di calcio.
Sono esplosa.
E ho detto tutto quello che pensavo: che se l'Italia avesse vinto ci saremmo dimenticati dello schifo che avevano combinato, che il calcio non sarebbe mai stato più un bel gioco da vedere, che mai e poi mai avrei voluto vedere la faccia di quel pirla di Pirlo esultare di gioia pure a mio nome.
Ma hanno continuato a dire volgarità.
Così ho voluto ripagarli con la stessa moneta.
Ad ogni rigore segnato dalla Francia, mi voltavo verso gli altri e dicevo: questo "negro" ve l'ha messo in culo.
Non avrei dovuto abbassarmi al loro livello, però è stato molto appagante vedere le loro facce sconvolte nel sentir parlare così una femminuccia.
Mi sono pure divertita, almeno finchè l'Italia non ha definitivamente vinto.
Allora hanno iniziato a sfottermi, e la cosa è durata molto a lungo.
Ma io sono una che accetta le sconfitte con dignità.
Anzi, siccome sono superiore, dico che mi dispiace molto che ora l'Italia stia facendo davvero una pessima figura alle gare di qualificazione agli Europei.
Mi dispiace veramente tanto, soprattutto se penso a come erano contenti quei quattro pagliacci appena due mesi fa.
Mi piange davvero il cuore a pensare che, in fondo, un po' avevo ragione a considerarli sportivi mediocri.
Naturalmente mento.
Sto godendo. Tanto.
Ho la bava alla bocca ché neanche di fronte ad un piatto di lasagne, ora che sono a dieta.
[Se volete insultarmi dopo aver letto tutto ciò, fatelo pure. Ad ogni insulto risponderò come solo una persona matura sa fare: Specchio riflesso, brutto fesso. Gne gne gne]
Non per far polemica, eh...
Io sono remissiva e mite. Non perdo mai il controllo.
Ma, cavolo, SPLINDER MANGIA I POST SOLO A ME?
IO LO ODIO!
Prima mi dice che l'ha pubblicato, e poi scompare misteriosamente.
So che io sono una scema a non salvarli prima, però lui è CATTIVO!
CATTIVO CATTIVO CATTIVO! IO PIANGIO! ME TRISTE!
Hey! Capoccia di Splinder! Mi stai leggendo? Questo messaggio è per te! Sappi che maledico te e tutti i tuoi collaboratori. Ma fatele alle 3 di notte le manutenzioni, no? Insomma, siete peggio del sindaco del mio paese che fa fare lavori stradali nelle ore di punta! Vi odio tutti profondamente, ecco.
Ehm, sì... dov'ero rimasta?
Ah... ODIO SPLINDER.
E adesso non pubblica neanche più i commenti recenti.
Scoppierò, lo sento. Fermatemi prima che sia troppo tardi.
Odi anche tu Splinder? Sei triste e disperato? Hai voglia di prendere a calci in bocca la persona che ti impedisce di sfogare le tue emozioni e la tua creatività? Vuoi citare in giudizio tutti questi omoni insensibili per danni psicologici? Allora unisciti al gruppo: Distruggi il sito di Splinder. Con un contributo di soli 1.000 euro, e l'aiuto di un hacker esperto, potrai virtualmente e materialmente ridurre in frantumi il sito di Splinder. Ciò ti porterà un benessere fisico e mentale non indifferente. Partecipa anche tu all'ammutinamento di Splinder! Sono previste febbri tropicali per i capoccia, e donne formose e nude direttamente dalla Polinesia per gli ammutinati [da far impallidire pure i marinai del Bounty]. In omaggio per ogni pacchetto acquistato una carta geografica di Tahiti [nel caso di problemini con la legge], una bussola, un fischietto, busto in vero finto marmo di Henry Morgan, quindici uomini sulla cassa del morto e una bottiglia di rum per conforto. Yo-oh-oh.