venerdì, 30 giugno 2006, ore 13:24

Sono sopravvissuta!

La riunione non è durata neanche tanto.

Faccio parte del Comitato Gemellaggio: accoglieremo a fine agosto spagnoli, tedeschi, nigeriani e colombiani.

Ai tedeschi ci penso io, chè portano 3000 litri di birra.

Per il resto, devo dire che è stata un'esperienza divertente.

Vedere tutti quei vecchietti, che sono più di là che di qua, sprecare le loro ultime energie per offendersi a vicenda mica è cosa da tutti i giorni!

Ho anche avuto paura per la salute del Politico Preferito che ad un certo punto è diventato tutto rosso e si è gonfiato più di quanto non lo sia già ed ha iniziato a dire: Non possono farci questo! Non glielo permetteremo! Costi quel che costi!

Non c'è stato spargimento di sangue, anche se per un attimo ho temuto il peggio.

Ancora non riesco a spiegarmi, però, la presenza di due vanghe e una piccola pala appoggiate al muro dell'ufficio. Chissà come si sono scatenati dopo che me ne sono andata io...

Ho solo un appunto da fare:

Caro PP, il mio nome è Valentina. Va bene che non te lo ricordi, ti capisco, non puoi ricordarti i nomi di tutti, però... puoi smettere di chiamarmi bella?

Che ne dici, bella?

Va bene, bella?

Puoi sederti qui, bella

Hai ragione a dire così, bella

Puoi pure andare ora, bella

Perché tu avrai pure scelto di fare il politico, nel tempo libero, ma io alla mia dignità ci tengo. Ecco.

Un'ultima cosa... se striscio ai tuoi piedi mentre leggo l'orazione "Pro Politico Preferito" che ho scritto apposta per te, mi togli un'altra multa? Ti prego ti prego ti prego!

emily2222
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giovedì, 29 giugno 2006, ore 20:55

Tra cinque minuti ho la mia prima riunione politica.

Unico consiglio del Politico Preferito: "Non ti spaventare".

E chi si spaventa. Ho messo su il giubbotto antiproiettili, comunque.

E poi... una riunione alle 21 nel luogo più angusto del paese: non mi fido molto.

Ho la sensazione di star per entrare a far parte di una setta.

O magari sono la vittima sacrificale scelta con una cura certosina: bella, intelligente e vergine.

I politici son proprio stupidi.

Se non mi sentite entro 2 giorni... chiamate i soccorsi.

emily2222
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giovedì, 29 giugno 2006, ore 00:07

Se un figlio ti cambia la vita, un figlio a vent'anni fa fare alla tua vita un triplo salto mortale all'indietro carpiato con doppio avvitamento.

Un benvenuto a Daniele, e un grande abbraccio ad Ele e Ste, con la certezza che saranno genitori meravigliosi, così come sono stati meravigliosi amici.

emily2222
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sabato, 24 giugno 2006, ore 18:55

Domani farò di nuovo la scrutatrice.

E di nuovo sono insieme a Very e Daniele [qui, per chi non sapesse di chi sto parlando].

Mi aspettano due giorni di folli risate, anche se le altre due scrutatrici mi sembrano piuttosto sane di mente. Peccato.

Oggi pomeriggio:

DANIELE: Valentì, ma mi spieghi come hai fatto a farti richiamare?

IO: Ehm... sarà un caso

D: Poi dici che l'Italia va a rotoli...

E, ovviamente, chi è la cogliona che domani dalle 8 alle 22 farà il lavoro più palloso e pesante [inserimento dati, codici, timbri]? Io, che domande!

Alle 22, una volta a casa, mi ritrovo anche la festa di compleanno coi parenti. Se non è sfiga questa...

emily2222
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sabato, 24 giugno 2006, ore 18:21

Da qualche anno a questa parte, l'aspetto più divertente del mio compleanno è cercare di capire quale minch..., ehm, sorpresa mi organizzerà mia sorella. Quando ho compiuto 18 anni [e lei ne aveva 14] mi ha scritto una letterina strappalacrime e mi ha riempito il letto di bigliettini. L'anno scorso mi ha scritto una lettera simpaticissima, ed ha attaccato su tutte le porte di casa il numero 19 scritto su carta e ritagliato a mano.

Ho una sorella piena di fantasia, non c'è che dire.

Quest'anno, però, si è superata.

Anzichè scrivere una lettera, mi ha preparato un test, con domande su tutte le cretinate che ho fatto in 20 anni di vita, e su tutte le cretinate che abbiamo fatto insieme in 16 anni. E sulla tavoletta del cesso ha attaccato il numero 20. La metafora che ho individuato è questa: il tempo passa anche mentre caghi, non dimenticarlo. Lei dice che è il primo posto che le è venuto in mente pensando a me.

E' così simpatica che potrebbe diventare il prossimo PresdelCons.

Da anni poi si diverte ad affibbiarmi i nomignoli peggiori: Natalino, Fattucchiera, Philip Lamera, Femore, Olgasauro, Ovetto,  Zacomino, Olmo, Ajubb, Giusy o Riccio Rosso, Babbiona, Zenzerino, Dumbo.

Ma non finisce qui. E' anche così dolce che ogni sera, prima di andare a dormire, mi porta un bicchiere d'acqua, perché sa che se fosse per me morirei disidratata.

Non solo. Mi riempie sempre di coccole e bacini, e non svela i segreti che condivido con lei neanche se la insulto o mi arrabbio ingiustamente.

Insomma... è una ragazza d'oro, la sorella perfetta che tutti vorrebbero avere.

E' la mia Danny Fernandez. La mia Charlie.

Peccato che da anni, con la scusa delle letterine, si dimentichi di farmi il regalo di compleanno, la megera.

emily2222
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martedì, 20 giugno 2006, ore 00:11

E sono venti.

Suonati.

Non sono più una diciannovenne dalle grandi speranze che sogna ad occhi aperti.

Sono una ventenne con i piedi per terra, e con speranze limitate all'atto della sopravvivenza. Come dire, se arrivo a domani è già tanto.

Queste cose possono segnarti per sempre.

Ma siccome venti non sono trenta: SI APRONO I FESTEGGIAMENTI!

Tutti a cena da me domani, eh?

emily2222
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lunedì, 19 giugno 2006, ore 23:16

Ieri sera son stata ad un concerto di saxofonisti: i Kansax Quartet.

Loro sono davvero bravi. Hanno fatto una versione del Libertango di Piazzolla che mi ha fatto venire i brividi lungo la schiena [m'è uscita pure la lacrimuccia, lo ammetto]. Sono anche riusciti ad intrattenere l'esiguo pubblico con battute e sketch divertentissimi. Hanno un sito internet, questo, ed io ho pure i loro numeri di cellulare, nel caso qualcuno volesse farli esibire da qualche parte.

Ma i momenti divertenti della serata, come sempre, sono stati altri.

Al concerto ci sono andata col mio babbo. Eravamo tutti e due tirati a lucido, perfetti per una serata di gala così importante, ma alla fine, là dentro eravamo quelli più eleganti. Io e lui, in giro proprio non ci possiamo andare. Per sua fortuna non c'era niente da comprare, perché di solito quando andiamo per negozi da soli lo dissanguo. Eppure non si lamenta mai. Contento lui...

Dietro di noi c'erano due ragazzi sulla trentina, che non hanno mai smesso di brontolare. Commentavano ogni dettaglio a voce altissima, e non si sono fatti sfuggire l'occasione di sbavare addosso alla mia scollatura [per loro fortuna mio padre non se n'è accorto. Avrebbe preso la loro lingua e ci avrebbe fatto corde per chitarra]. Ad un certo punto, stanca e scocciata, mi sono girata e gli ho detto "Avete finito?", a cui ho fatto seguire lo sguardo raggelante. Mi hanno guardata come per dire Girati, donna, che ti stendiamo con un mignolo, ma intanto hanno smesso di parlare. Buzzurri.

Durante la pausa, invece, mio padre [che è un impiccione di prima categoria] ha notato che stavo messaggiando e ha iniziato a farmi un sacco di domande [non sa che a breve convolerò a nozze con un individuo RaoulBovoso. In realtà non sa neanche l'esistenza dell'individuo RaoulBovoso].

P: Che fai?

IO: Sto mandando dei messaggi

P: A chi?

IO: Nessuno che conosci

P: Ma non è possibile! Dimmi chi è e poi ti dico se lo conosco

IO: Se ti dico che non lo conosci, non lo conosci. Non ti fidi di me?

P: E dai, dimmi chi è...

IO: Ma te li vuoi fare gli affaracci tuoi? Vai a prenderti il caffè, va

P: [tutto triste] Ok...

Sono stata spietata, lo so. Ma quando ce vò ce vò.

emily2222
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lunedì, 19 giugno 2006, ore 14:27

Interrompo lo studio per diramare il seguente comunicato:

Sì, sono viva. Non sono stata inghiottita da un acaro della polvere delle dimensioni di un elefante. Non ancora, almeno. Anche se tra manoscritti in pelle di porco [attenzione alla parte del pelo], incunaboli delle dimensioni di un fagiuolo [che bella parola, un po' come giuoco del calcio], analisi della scrittura merovingica [che pure un farmacista avrebbe difficoltà a decifrare. Perché tutti sanno che la parte più difficile del mestiere del farmacista è leggere e interpretare la scrittura dei medici] sto pian piano perdendo ogni tipo di capacità logica e motoria. Mi alzo dal letto, mi siedo alla scrivania, e 17 ore dopo mi rimetto a letto. Ovviamente su 17 ore:

11 sono dedicate ai sollazzi [chattate in copiosa quantità, telefonate a persone che non vedo da mesi (così, tanto per perdere tempo), manicure, pulizia accurata di tutti i tasti del pianoforte (che non suono da almeno 2 anni), contemplazione del vuoto, riorganizzazione della libreria, arte del decoupage];

3 ore dedicate al cibo [sì perché quando studi il cervello si attiva, ma lo stomaco smette di funzionare, e mangi senza smettere mai di aver fame (stiamo cercando di capire se il verme solitario ha un ruolo specifico in questa storia)];

1 ora per i familiari [che hanno lo straordinario potere di scassarti le balle nei momenti meno opportuni];

1 ora e mezza dedicata allo studio [ci vuole ogni tanto, eh];

e la mia mezz'ora preferita: il finto studio. Ogni volta che, infatti, mia madre o mio padre entrano in camera mia io sono al computer. A chattare. Per non fargli capire che mi sto amabilmente sollazzando, inizio a dire: ma lo sai che ho trovato su internet un interessantissimo approfondimento sulle note tironiane e il sistema di abbreviazione? Ora lo studio, vedrai che figurone all'esame. E funziona sempre. Io son troppo furba per fare la letterata: voglio rinascere carabiniere.

La mia giornata, comunque sia, è perfetta. Ma mica lo dico io... lo dice Boccaccio nel Decameron:

Dato adunque ordine a quello che abbiamo già a fare cominciato, quinci levatici, alquanto n'andrem sollazzando, e come il sole sarà per andar sotto, ceneremo per lo fresco, e, dopo alcune canzonette e altri sollazzi, sarà ben fatto l'andarsi a dormire. Domattina, per lo fresco levatici, similmente in alcuna parte n'andremo sollazzando, come a ciascuno sarà più a grado di fare, e, come oggi avem fatto, così all'ora debita torneremo a mangiare, balleremo, e da dormire levatici, come oggi state siamo, qui al novellar torneremo, nel quale mi par grandissima parte di piacere e d'utilità similmente consistere.

Come posso io, piccina e ignorante come sono, smentire un uomo cotanto famoso e geniale? E poi son sempre stata affascinata dalla figura di Pampinea: "la rigogliosa", mica bruscolini. In pratica la leader del gruppo, nonchè quella che acchiappa i tre maschioni per la gioia delle altre sei zitelle. Ma soprattutto quella che ha regalato a me e al mio migliore amico momenti di straordinaria ilarità:

Terzo liceo. Lui a casa mia a studiare il Decameron.

IO: Dai, dimmi i nomi dei narratori delle novelle...

A: Allora: c'è Panfilo, me lo ricordo perché penso al mare...

IO: Bravo, poi?

A: Poi... Fiammetta, e penso al fuoco, e Lauretta, e penso a Laura

IO: Perfetto, poi?

A: Uhm... Filomena, che è il nome di una parente mia, e Dioneo, penso a Dio+neo

IO: Dai che sei a metà...

A: Elissa e Emilia

IO: Esatto... e?

A: Quelli col nome strano... Filostrato e Neifele, li ho imparati a memoria

IO: Hai fatto bene. Oh, solo una ne manca

A: Lo so, lo so. L'ho lasciata per ultima. POMPINEA!

In quel momento entra mia madre. Visibilmente sconvolta.

IO: Ahah, che simpatico che sei, sempre a scherzare. Si chiama Pampinea...

A: Scusa, avevo letto male

Ecco, io ce li vedo gli studenti del futuro, tra sette secoli, a parlare di cazzi e sollazzi davanti al Decameron. Che Boccaccio mica è Manzoni!

emily2222
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giovedì, 15 giugno 2006, ore 22:27

Tu sei per me la porta del Paradiso. Per te rinuncerei alla fama, al genio, ad ogni cosa.

Chopin

emily2222
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giovedì, 15 giugno 2006, ore 16:59

Sabato sera, per venire a cena da me, Mary ha preso una multa di ben 35 euro, per aver parcheggiato sotto casa mia, alle 7 meno un quarto di sabato sera, senza biglietto. In pratica il vigile era appollaiato dietro una siepe aspettando che arrivasse qualche disgraziato, perché la multa gliel'ha fatta due minuti dopo che è arrivata. Per sfogare la nostra rabbia quella stessa sera abbiamo infranto un paio di norme del Codice della Strada, e non solo. Lo smacco, però, è rimasto. Ed io non potevo permettere un simile oltraggio nei confronti di una mia amica. Così, piena di sensi di colpa, ho deciso di sfruttare le mie conoscenze.

Già, perché anche io ho conoscenze, che vi credevate?

Decido di andare dal mio Politico Preferito [PP, da leggere: pipì], un uomo a cui da qualche mese scrivo relazioni, progetti, e che ogni volta mi promette soldi che poi non mi dà. D'altronde è un politico, lo sapevo. Lo faccio perché mi diverto. E poi ora sono a conoscenza di tutte le cose losche che succedono nel mio paese. Potrei vendere le informazioni alla CIA, ad esempio.

Vado nel suo ufficio consapevole di dover fare almeno un'ora di fila, come sempre. Così, per passare il tempo, mi porto dietro una rivista: Tecnocasa [colgo l'occasione per lanciare un appello: ho bisogno di un appartamento in affitto per il mese di Agosto vicino casa mia. E' una storia lunga (spero)]. Quando arrivo nel suo ufficio ci sono tre persone davanti a me: una signora che sta parlando con la segretaria di PP, una nonnina che ha degli occhiali da vista più grandi della faccia, che le fanno gli occhi enormi, e il Vecchio Corrotto.

Il Vecchio Corrotto [VC, da leggere: WC] lo trovo sempre davanti a me ogni volta che vado da PP. E per me è una disgrazia, perché ci sta almeno mezz'ora nell'ufficio da lui. Che cosa gli debba dire di tanto urgente, non si sa [cioè, io lo so, ma solo perché PP, ingenuamente, ha molta fiducia in me. E le sue confidenze non fanno che avvalorare la mia tesi secondo cui quello lì è un vecchio corrotto]. Il Vecchio Corrotto è anche un vecchio porco, perché ogni volta che mi vede cerca di attaccare bottone, mi fa sedere al suo posto anche quando ci sono tre sedie libere e mi lancia occhiate che secondo lui sono sexy e languide, ma che a me dicono soltanto "Signorina, non sente anche lei questo sgradevole odore di pesce andato a male?" [con pesce intendo pesce. Non scrivo frasi ambigue, io].

Mentre son lì assisto ad una scenetta esilarante. La signora che sta parlando con la segretaria di PP dice di essere divorziata da due anni. A quel punto la nonnina e il Vecchio Corrotto iniziano a commentare a voce alta

N: Ah, che roba. Sti ggiovani d'oggi proprio nun li capisco. Vero signorì?

E mi guarda. Io, per evitare di dover rispondere alla fatidica domanda "Ma a chi sei figlia tu?", e trovarmi costretta a prendere un pennarello e disegnare sui muri dell'ufficio di PP il mio albero genealogico, annuisco.

VC: Pensi che io sono sposato da 35 anni

N: Beh, se è per questo, io sò sposata da 51 anni

VC: Grazie, lei è più grande di me però! [modo bastardo per darle della nonnetta]

N: Comunque, noi semo proprio de n'artra generazzzione [ah nonnetta, lei è così intelligente che potrebbe vincere il Nobel per la Fisica]

VC: Embè... prima le donne erano meno emancippate

N: E' proprio vero. Guarda questa [indicando la signora a meno di un metro da noi], ecco, una vestita così all'età sua trent'anni fa l'avrebbero cacciata dal paese

IO: (borbottando) Ma no, l'avrebbero mandata al rogo

N: Che signorì?

IO: Ehm, niente niente

VC: Mo le donne lavorano, se sentono superiori all'uomo. Vero signorì?

IO: Sì sì. Proprio come dice lei

N: Queste nun vojono capì ch'è l'omo che comanna. Ma che pò fà na donna da sola a sto monno?

IO: La calza, cosa vuole che possa fare?

N: Ecco, brava. La signorina capisce

VC: Ma forse scherzava la signorina [e mi fa l'occhietto]

IO: No no. Prenda me. Io ho vent'anni, sono già sposata e ho due figli. Mio marito lavora e io rimango a casa ad accudire i bambini e cucinare. Che vuole che le dica... per me anche venire qua è uno svago

VC: Ma davvero?

IO: Certo! A questo proposito, siccome sono in ritardo per la poppata, non è che potrebbe farmi passare avanti?

VC: Ma su che è uno scherzo

N: Ma quale scherzo! Questa sì che è na brava ragazza...

IO: Effettivamente è uno scherzo. Ho vent'anni, non mi sposerò mai, non voglio avere figli, e dedicherò tutta la mia esistenza alla carriera. Sono pure atea, non ve l'avevo detto?

La signora, intanto, esce dall'ufficio e mi sorride.

N: Mah... io sti ggiovani d'oggi proprio nun li capisco [lanciandomi un'occhiataccia]

VC: Manco io...

E non parlano più. Potrei fare cabaret, o andare di casa in casa a zittire le suocere pettegole. Chiamatemi, se avete bisogno.

Comunque, dopo una ventina di minuti tocca a me. Entro nell'ufficio e sono subito accolta da PP, più smagliante che mai [come può essere smagliante un cimitero, ecco].

PP: Ciao bella! Come stai?

IO: Bene, grazie. E tu? [credo che PP sia l'unica persona over 30 a cui do del tu, familiari esclusi. Ma me l'ha ordinato, ed io ubbidisco (quasi) sempre. Fosse per me darei del lei pure a mia madre]

PP: Diciamo bene, va. Con l'università come va?

IO: Non mi lamento. Gli esami di questa sessione devo ancora iniziarli, però

PP: Dai che tu sei brava. A proposito, ti è arrivato l'assegno dalla Banca?

IO: Ehm... veramente no

PP: Ti arriverà entro qualche giorno [tesoro caro, sono due mesi che lo ripeti. Ma faccio finta di crederci lo stesso]

IO: Ah, ti ringrazio. Sei sempre così gentile

PP: Ma figurati

IO: A questo proposito, avrei un favorino da chiederti

PP: Dimmi, dimmi

IO: Praticamente, sabato sera è venuta a trovarmi una mia carissima amica. Ha parcheggiato sotto da me, è salita per un caffè, e scendendo, cinque minuti dopo [balla funzionale al mio scopo] ha scoperto che le avevano fatto una multa. Tu non puoi fare niente? Son 35 euro di multa...

PP: Eh, non lo so

IO: Dai... [sguardo dolce e cerbiattoso. La maglia scollata non l'ho messa a caso]

PP: Ma come faccio a dire di no se mi fai quel faccino?

IO: Grazie mille, PP! Ti devo scrivere qualche relazione?

PP: Per ora no, bella. Dobbiamo ancora discutere in Consiglio di quella vecchia. Però ho il tuo numero, ti chiamo se ho bisogno

IO: Quando vuoi, caro. E grazie ancora

PP: Figurati! Però vienimi a trovare più spesso, eh

IO: Certamente [col cavolo]

PP: Ciao piccolè

IO: Ciao pipì

Ora... come faccio a rimettere al suo posto il segnale "parcheggio" che ho preso in prestito sabato all'una di notte? Non dimenticate di metterci la lima, nelle arance...

emily2222
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martedì, 13 giugno 2006, ore 17:57

Un copista che segue pedissequamente il modello solitamente non tende alla trivializzazione.

Questa frase è appena uscita dalla mia bocca.

Non avrei mai pensato di dirlo, un giorno, ma... sto studiando troppo.

Vado a farmi un panino gigante e bello unto, che è meglio!

emily2222
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sabato, 10 giugno 2006, ore 16:18

Meno gente ho intorno, adesso,  e meglio mi sento.

Sono nervosa.

Molto nervosa.

E Joseph Arthur non mi aiuta proprio.

Vado a temperare matite fino a farmi sanguinare le dita.

Qualcuno conosce una tortura migliore? [a parte l'agopuntura]

Stasera amici a cena da me.

Adoro contraddirmi.

Ma non sempre.

emily2222
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venerdì, 09 giugno 2006, ore 16:07

Ieri sera sono andata al cinema con una mia amica. Arriviamo all'ingresso e il ciccione che controlla i biglietti fa:

C(ICCIONE): E voi due che andate a vedere di bello?

V: Volver

C: Uh, ma guardate che è triste!

V: Quindi?

C: Niente, è triste

V: Meno male che me l'ha detto, pensavo fosse un cartone animato

C: Ah ah

V: Ah

Io quel ciccione lì, da quando mi ha detto "Andate a vedere l'Era Glaciale 2, che tenerezza" proprio non lo posso sopportare. Prima o poi riesco a staccargliela una sedia del Multisale [una volta due miei accompagnatori hanno allagato una sala con la Coca-Cola, ma non conta perché non è stata colpa mia]. No, anzi: voglio incendiare il reparto caramelle [devo almeno due kg di troppo ai mushmellows]. No, c'ho ripensato. Vado dall'uomo focaccina, quello che vive nella farina, mi faccio fare un Uomo - Pan di Zenzero gigante [che per comodità chiamerò Zenzy] e insieme a lui distruggo tutto il Multisale. Tutto questo prima che arrivino i pompieri e lo facciano sciogliere a colpi di latte e Nesquik. Basta, ho visto troppi cartoni animati.

Comunque il film mi è piaciuto davvero tanto: coinvolgente, affatto noioso e prevedibile, profondo. Penelope Cruz molto molto brava. Quella ragazza, tra l'altro, ha le tette magnetiche. Non credo che qualcuno, lì dentro, si sia preso la briga di guardarle la faccia. Non l'ho fatto io, figuriamoci gli altri.

Usciamo dal cinema, riuscendo miracolosamente a resistere alla tentazione di comprare caramelle, e ci dirigiamo verso il parcheggio. Qui facciamo una sensazionale scoperta: a due metri dalla nostra macchina c'è un segnale di pericolo per terra, abbandonato, tutto ammaccato. Prendiamolo, dico io, Sei pazza, dice Mary, Dai che non c'è nessuno!, dico io, Aspetta che mi faccio avanti con la macchina, dice Mary. Inizio a spostarlo col piede, perché vicino a noi c'è una coppietta che non se ne vuole andare, e intanto fischietto [poi mi sono ricordata che di solito quelli che fischiettano e guardano per aria stanno facendo qualcosa di losco], mentre Mary mi dice Struscialo, struscialo!. Non sembriamo affatto delle ladre, no. Ad un certo punto mi faccio coraggio, mi abbasso, lo raccolgo, apro lo sportello della macchina e ce lo infilo, mentre due ragazzi da lontano ci guardano e ridono. Ma quel cartello è grande, gigante! A guardarlo attaccato ai pali non sembrava così grosso. Inizio a ridere, tanto per non attirare di più l'attenzione. Con un po' di fatica riesco a sistemarlo decentemente, salgo in macchina e grido Parti! Parti!. Per tornare a casa facciamo le strade più strane, per evitare che ci fermino i Carabinieri e notino quel minuscolo oggettino adagiato sui sedili posteriori. Arriviamo a casa mia, e decidiamo di infilarlo nel cofano, ma quel coso è talmente grande che non entra. Così lo avvolgiamo nel cellophane [non chietemi perché Mary nel cofano abbia cellophane, spago e un ombrellone rotto. Soprattutto dopo aver visto Volver], e lo risistemiamo dietro. Stamattina il segnale stradale ha raggiunto la sua destinazione: casa di un certo capellone, dove sarà accudito e messo in mostra [la targa col nostro nome da mettere sotto non te la dimenticare, eh]. Il segnale, per essere precisi, è questo

Materiale instabile sulla strada: uno dei miei preferiti, tra l'altro. Il prossimo obiettivo, però, è lui

Ehi, pirla! Sarai mica così cretino da inciampare qua? Beh, se succede, ricordati che io te l'avevo detto. E cadi con dignità, per favore. Non vedi come cade quest'omino? Neanche le mani sul volto si mette. Già che ci sei riparati con la testa, è più pirotecnico. Oh, poi se cadi non dire che ho portato sfiga perché io non mi assumo nessuna responsabilità. Io neanche volevo venirci qua. Comunque è stato un piacere conoscerti... buona passeggiata!: il segnale più menagramo di tutti i segnali [che per eleganza chiamano: pericolo di inciampo]. Lo voglio!

emily2222
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venerdì, 09 giugno 2006, ore 01:03

Oggi, alle 12 e qualcosa, ero sul treno che dormivo beata e tranquilla. Ad un certo punto sento vibrare il telefonino [io odio le suonerie, tutte!]. Il numero è anonimo. Rispondo.

A: Valentinaaaaaa (con una voce che sembra provenire dall'aldilà)

V: Ehm... sì?

A: Valentinaaaaaa

V: Oddio, chi è?

A: Valentinaaaaaa

Penso: è arrivata la mia ora. A saperlo mi depilavo stamattina. Ok, ci sono. Fammi rifare il trucco. Aspetta che mi do una sistematina ai capelli. Ecco, sono pronta. Posso fare un'ultima telefonata? No, anzi. Lascio un videomessaggio: saluto mamma, papà e tutti quelli che mi conoscono. M'è venuto male, posso rifarlo? Ho tempo? Certo che potevi mandarmi un segnale prima: un cavallo parlante, una stella cometa, un professore che arriva puntuale al ricevimento. E invece, niente di tutto questo. Me ne farò una ragione. D'altronde sapevo che sarebbe successo, un giorno. Così presto, però! Suvvia, poco importa... almeno ora sono nel pieno della mia forma, sono prop...

A: Valeeeeeeee

V: PRONTO?!?!?!

A: Ohi Vale, scusa ma non ti sentivo mica...

V: Sono sul treno, non prende bene

A: Senti, l'hai fatto l'esame di filologia?

V: Io no, ma... tu chi sei?

A: Sono Stefania!

V: Stefania, Stefania, Stefania... dammi qualche altro indizio

A: Abbiamo fatto lezione di filologia insieme per 3 mesi, mi hai prestato le fotocopie del Landino

V: Landino, Stefania, mi stai confondendo le idee...

A: Ma come! Andavamo sempre a prenderci il gelato insieme!

V: Ah, Stefania! Certo, certo. Come stai?

A: Eh, bene. Senti ho finito i soldi. L'hai fatto l'esame tu?

V: Come ti dicevo prima, no. Tu?

A: No

V: Ah, ok

A: Ok, ciao

V: Ciao

Conversazione brillante, non c'è che dire...

emily2222
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mercoledì, 07 giugno 2006, ore 21:52

Mia sorella è entrata oggi pomeriggio in camera mia cantando questa canzone dei Red Hot Chili Peppers:

Fly away on my zephyr
I feel it more than ever
And in this perfect weather
Well find a place together
In the water where I center of my emotion
All the world can pass me by
Fly away on my zephyr
We're going to live foreeeeeever

Con la voce da cartone animato. Tutto questo per convincermi a scriverle una relazione in inglese sulla musica. Conosce i miei punti deboli, la bastarda.

Beh, com'era prevedibile, ho ceduto.

emily2222
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martedì, 06 giugno 2006, ore 22:55

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore.

Jacques Prévert

06 - 06 - 06. Come dimenticare?

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sabato, 03 giugno 2006, ore 17:13

Ti trovi in un momento di difficoltà? Sei stanco e depresso? Hai bisogno di una spalla su cui piangere? Tranquillo, i tuoi amici ci sono per questo. Forse...

SCENA I:

Valentina sta camminando per strada con una sua grande amica

MARY: Vale...

V: Sì?

MARY: Non so perché, ma ho voglia di spaccarti la testa contro questo spigolo [indicando un muretto]

V: Ma sei fuori?!

MARY: Scusa, ma tu ispiri violenza

V: Grazie...

CONVERSAZIONE I:

Valentina sta parlando in chat con un suo amico (il migliorissimo, tra l'altro)

FAB: Mamma mia quante botte ti darebbi! Mi istighi la violenza

V: Ehm... botte? Suona un po' ambigua...

FAB: Ma allora sei una zozzona!

V: Sì, me lo dicono tutti...

FAB: Botte di quelle che fanno male!

CONVERSAZIONE II:

Chat. Di nuovo Fab.

V: Ciao! Come va?

FAB: Male, non c'è nessuno

V: E ti pareva. Ci sono io!

FAB: Si ma conti poco

V: Ma vaff...

FAB: Almeno per me, eh

V: Certo, certo. Stronzo!

FAB: Grazie

V: Prego

CONVERSAZIONE III:

Fab guarda una foto di Valentina

FAB: Che faccia da culo Valentì

V: Fanculo a te

FAB: Ma basta fare gli stronzi ora. Sei ingrassata?

V: Sei un piccolo bastardello, io non ci parlo più con te!

FAB: No scusa volevo dire il contrario, sei dimagrita?

V: Crepa!

FAB: Ma allora... che devo dire? Sei rimasta del tuo peso?

CONVERSAZIONE IV:

Sempre lui...

V: Ho fame

FAB: Ma sei una fogna!

V: Ma vaff...

FAB: Che donna! Ehh, se abitassi più vicina... non cambierebbe niente!

V: Me l'aspettavo, stranamente...

CONVERSAZIONE V:

Idem come sopra

FAB: Non capisco come un essere dalle fattezze angeliche come tua sorella possa avere il codice genetico simile a una bestia come te

V: Boh, strana la natura

FAB: La bella e la bestia

V: E il coglione, tu!

FAB: E la stronza (pseudonimo per bestia)

V: E lo stronzo (pseudonimo per la cacca di cavallo che hai pestato prima di entrare nel duo)

FAB: Fai schifo

V: Grazie

CONVERSAZIONE VI:

Questa è l'ultima, giuro

V: Faaaa! Ci sei?

FAB: Che vuoi rompipalle?

V: Niente :(

FAB: Ambè...

CONVERSAZIONE VII:

Chat con G., "collega" indegno della nostra

G: Sai che sei talmente patetica che quasi quasi mi fai provare il più infimo dei sentimenti (la compassione)?

V: Tutti con me ce l'avete!

G: Povera vittima! Dai non fare la paranoica lagnosa! Ha più cervello Calderoli ubriaco di te e di tutti i tuoi buoni propositi

V: Ora mi stai proprio offendendo, eh

G: Al momento direi che sei solo un ossimoro vivente, che sta scoprendo che si deve scegliere e che anche nel Paese delle Meraviglie dietro la glassa c'è la merda

V: W la merda (prima della glassa). Così quando arrivi alla glassa sei più contento

G: Che pena! Ancora coi paradisi che verranno! Pooovera piccola, e si lagna anche. Allora sei veramente patetica...

V: Cioè, da quand'è che vi sto sulle palle? Ditemelo, eh...

G: Non mi stai sulle palle, mi fai solo ridere

V: Peggio!

G: Hai una razionalità schizoide: in base alle persone, alle situazioni, a quello che ti fa comodo considerare. (...) Ma a questo punto, beh, che ne dici di un atollo corallino? O di un'isoletta deserta?

V: No, devo vivere da barbona, tra la gente

G: Ma se non te ne frega nulla della gente. (...) Sei una a cui una botta si può sempre dare, sperando che sia l'ultima. Gli atei non resuscitano, per fortuna. Quindi anche del tuo fantasma mi sono liberato

V: Libero e felice come una farfalla

G: Posso anche ucciderti, ma se fai da te è meglio

V: Me lo ricorderò, no problem

G: Anche la memoria! Wow! La versione 2.0 saprà anche decidere, e allora l'umanità avrà raggiunto la soglia della perfezione

V: Può darsi, sì...

Ma io... che razza di gente frequento? Conversazioni del genere sono vere e proprie istigazioni al suicidio!

Ovviamente sanno essere anche più carini, ma bisogna leccare molta merda prima di assaporare l'agognata glassa.

emily2222
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categoria : big bonsai

sabato, 03 giugno 2006, ore 10:44

Chi più di me ha scavato nel profondo la miniera d'Amore,
dice, dove risiede il centro della sua felicità:
ho amato, ho conquistato e detto,
ma se dovessi amare, conquistare e dire, finchè non sarò vecchio,
non potrei mai comprendere quel nascosto mistero;
oh, non è che impostura tutto quanto:
e come nessun alchimista ha potuto scoprire l'Elisir,
ma ugualmente glorifica il suo fecondo vaso
se per caso gli accade di scoprire
qualche odorosa sostanza, o nuova medicina,
così gli amanti sognano un godimento ricco e prolungato,
ma non trovano altro che una notte estiva simile all'inverno.
La nostra pace, il denaro, l'onore e il nostro giorno,
questo noi pagheremo, per questa vana ombra di una bolla d'aria?
In questo ha fine amore, che ogni uomo
può essere felice come me se può sostenere
la breve vergogna di una farsa nuziale?
Quell'infelice amante che afferma
non essere i corpi a sposarsi, ma solo gli spiriti,
e che pretende trovare in lei un Angelo,
in egual modo esatto parlerebbe dicendo di udire
nel quotidiano e rozzo strimpellare roco il suono delle celesti sfere.
Non sperare che la donna possegga intelligenza, al massimo
ha estro e dolcezza, e non è, una volta posseduta, altro che vuota forma.

John Donne

emily2222
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categoria : poesia

venerdì, 02 giugno 2006, ore 01:45

Riassunto delle puntate precedenti: per la prima volta Audrey Hepburn e Raoul Bova si incontrano a Roma. I due scoprono subito di avere in comune molte cose: una bellezza unica e il cervello bacato. Audrey mostra a Raoul, che viene dal freddo nord, le meraviglie della capitale. L'attore si ambienta subito, e in poco tempo riesce a imparare alcune frasi fondamentali per la sopravvivenza in territorio romano: Oh, magnamo; Che so bone le romane; Ammazza che gnocche (sbavando davanti alle ragazze con la minigonna); Daje! Famolo! (frase senza alcun doppio senso); Aho!. Elaborano, inoltre, un nuovo dizionario erotico, utilizzando le parole mignolo, cacca e nèi. A sentirli parlare sembrano dei cretini, ma in realtà sono solo deviati. Quelli che li incontrano per strada li guardano in cagnesco, forse per invidia, o forse perché tendenzialmente i due divi non guardano dove vanno mentre camminano: hanno rischiato di morire spappolati contro i pali della luce e le transenne molte volte. In due giorni hanno trascorso insieme 21 ore, roba da guinness dei primati [il famoso guinness delle scimmie antropomorfe, che riescono a rimanere attaccate tramite peli del posteriore per giorni e giorni (mi scuso con quei due-tre che avevano già sentito questa battuta sull'arrotolamento della lingua)]. Ma proseguiamo la storia...

GIORNO III: Il preludio - Parte seconda

Stesso posto (più o meno...), stessa ora: stavolta Raoul arriva in perfetto orario. La mattinata se ne va cercando di raggiungere l'Accademia delle Belle Arti: missione fallita. Purtroppo lungo la strada si ritrovano davanti ad un bel parco, e non resistono alla tentazione di bloccare la crescita ai bambini (si scherza, eh. C'erano solo vecchietti guardoni). Ma un nuovo obiettivo li attende: dall'una alle tre Audrey ha l'ultima lezione del semestre di storia. Si dirigono allora verso la facoltà dell'attrice, dove Raoul incontra decine di individui maschi gay in calore, che gli lanciano occhiate di intesa non ricambiate: a lui piacciono solo le femmine. E' nell'aula che vede dal vivo gli straordinari personaggi di storia: la Donna Fashion, Zoppetto, Donna bionda ossigenata, Il Secchione, Lo smilzo, La gnoccolona, L'uomo con l'occhio gne gne. Ovviamente tra i tanti la sua attenzione finisce sulla Gnoccolona, che proprio quel giorno decide di mettersi una maglia poppegigantialvento. Il pittore non si lascia sfuggire l'occasione e le fa pure un ritratto. A me quella non è mai stata simpatica. Con grande coraggio e forza di volontà, comunque, Raoul affronta due pallosissime ore sulla Rivoluzione Francese, di cui tra l'altro sa tutto perché è onnisciente (pure onniveggente, ma non onnivoro). Dopo la lezione, stremati fino all'inverosimile, vanno a mangiare un gelato, e poi si accasciano sui prati della facoltà. Ma Audrey ha un esame il pomeriggio e quindi è costretta a salutare il suo accompagnatore, dandogli le indicazioni per tornare incolume da quel povero disgraziato che lo ospita. Lei passa l'esame e lui arriva a destinazione senza un graffio, meglio di così...

GIORNO IV: L'addio, forse...

E' l'ultimo giorno che passano insieme. Tempo di merda, tra l'altro. Lei gli fa una sorpresa [?] e lo porta nel suo paese, con l'intenzione di farglielo visitare. Ma piove e nessuno dei due ha l'ombrello, così rimangono nella stazione a osservare le macchine parcheggiate. Bel viaggio, in effetti. Tornati a Roma sono spaesati, non sanno dove andare e che fare. O meglio, troppe sono le cose da vedere e da fare che non riescono a decidere. Camminano senza meta, attraversando anche i quartieri più loschi della città [Ah! (sospiro...)]  finchè non inizia a piovere di nuovo, e allora la Stazione Termini è la risposta. Qua girano, camminano, si fanno trascinare dai tapis roulant [rischiando anche di cadere rovinosamente, cosa non successa grazie all'intervento di un signore che ha iniziato a gridare Attenti! Attenti! Attenti!]. Poi mangiano, e scoprono di avere un altro talento: riescono a tagliare, inforchettare, mordere e masticare la pizza senza mai smettere di guardarsi negli occhi, e senza parlare. Si avvicina il momento del saluto, si scambiano due libri cum dedica sdolcinata, e si coccolano. Il treno di Audrey sta per partire, e lui l'accompagna. Baci, abbracci e la porta si chiude. Rimangono lì, a guardarsi, con il sorriso sulle labbra ma gli occhi tristi, mentre il treno parte e li separa. Per sempre?

Si vede il treno che parte, e Raoul che rimane fermo a guardare la sua amata che se ne va. Poi chiama la moglie per sapere se al figlio è passata la febbre. Intanto il treno di Audrey deraglia. Viene ritrovata gravemente ferita, e prima di spirare sussurra il nome di un certo Donald, il marito. Muore così per la seconda volta. Chiamatela pure sfiga.

Musica western e mucche al pascolo. Un contadino ara la terra cantando YMCA.

E' un film dadaista.

Stoooop! Annamo a casa! Ma che davero la vogliono fà resuscità sta 'ncompetente? Oh, nun lo fate vede a mi moglie sto film che poi me scassa i cojoni e me dice che nun so romantico. Io i muscoli 'ntanto ce l'ho. N'artro polpettone così e giuro che me do ai film a luci rosse... almeno scopano!

to be continued?

emily2222
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categoria : eventi, big bonsai