Se sopravvivo alla cena coi parenti, questa sera, domani vado al concertone del 1 maggio.
Fate il tifo per me.

Stasera sono andata a vedere "L'era glaciale 2". Praticamente in sala si sentivano solo le mie risate, quelle di una mia amica e di mia sorella. Perfino i bambini erano più disciplinati di noi. E' un film STUPENDO! Anche se il primo è imbattibile, certamente. Ah, beata gioventù...

Sto studiando filologia italiana.
Son cose...
Trattasi di resoconto dettagliato, che si riferisce a questo post.
Dicevamo...
Sabato sera siamo andati in un locale metallaro: il Palarockness. Il mio abbigliamento non era assolutamente adeguato alla serata, e al luogo. Mai mettere i tacchi per andare in un locale del genere. Alla fine non era neanche male, la musica era orribile [o meglio, non è proprio il mio genere], ma la compagnia era più che buona. Devo anche ricordarmi di non ordinare mai più un Barbie [gin, lemonsoda, sciroppo alla fragola], che a dispetto del nome è la cosa più amara che abbia mai bevuto in vita mia. Tra i momenti più divertenti della serata ricordo il vano tentativo di Magnus di non andare in questo postaccio, facendo sbagliare strada più di una volta al guidatore [e non dirmi che non te ne sei accorto, Mattè!], e la balla che abbiamo raccontato agli altri per giustificare il nostro ritardo ["abbiamo incontrato un ragazzo ubriaco per strada e l'abbiamo portato nella piazza principale. Era basso e aveva un cappellino blu"], che ha funzionato alla grande. Bella serata, in effetti.
Domenica, dopo aver passato 2 ore in piedi a seguire quella sciccheria di Gran Premio, sono andata a Roma per conoscere il miglior amico del mio miglior amico di università [tutto chiaro, no?], venuto dalla Sicilia alla scoperta della capitale. Mi sono portata dietro la mia migliore amica e sua cugina genovese. Di romano di Roma non ce n'era uno in quel gruppetto. Tra i vari "belin" e "minchia" mi si è fuso il cervello. Dopo in giro in barca a Villa Borghese [fatto apposta per molestare un bellissimo cigno], abbiamo cenato in un fast-food. Serata splendida, dimenticando la corsa che abbiamo dovuto fare per prendere il treno [prese dalle chiacchiere, ci siamo dimenticate che: 1) avevamo il treno di lì a 20 minuti; 2) quel treno era l'ultimo della giornata. Il successivo c'era alle 5 e qualcosa del giorno dopo; 3) la metro era chiusa; 4) la fermata dell'autobus distava 10 min a piedi da dove eravamo; 5) la stazione distava 20 min di autobus dalla fermata]. Alla fine, correndo, sudando e smadonnando ce l'abbiamo fatta. In caso contrario, avrei fatto meglio a far finta di essere morta, o a morire davvero, immaginando già la conversazione telefonica con mia madre: "Mamma, senti, sai che sono andata a Roma, no? Sì, dovevo tornare per cena e non son tornata. Sì, dovevamo essere solo donne e invece c'erano con noi 2 maschioni. Sì, ti avevo detto che avrei preso il treno il prima possibile. Bene, hai presente quel treno che dovevamo prendere? Mettiti comoda, e rilassati. L'abbiamo perso, quel treno. No, non ci hanno rapite o molestate, ci siamo semplicemente dimenticate di dover prendere un treno per tornare a casa. No, niente droga, mami. Tornando a noi, il prossimo treno c'è domani mattina. Puoi lasciarmi dormire alla Stazione Termini in mezzo ai barboni, farmi dormire nell'appartamento di questo mio amico di cui ignoravi finora l'esistenza, o tirare fuori la macchina dal garage, farti 30 min di autostrada, arrivare al centro di Roma e venirci a prendere. Come dici? No, non ho sbagliato numero, sono tua figlia! Mamma! Mamma!". Per fortuna che non avevo ancora cominciato la dieta, il mio fisico non avrebbe retto una corsa di 2 km con tacco.
Lunedì sono andata a Roma perché quello che io consideravo il mio migliore amico di università mi ha detto: "guarda vieni perché la prof fa lezione al 100%". Io come un'allocca ci sono cascata, quando invece era solo un modo spudorato per conoscere mia sorella [gli avevo detto che a lezione avrei portato pure quel gran pezzo di ragazza di mia sorella, per fargliela conoscere]. Al posto della lezione inesistente siamo andati a fare shopping in Via Nazionale [mai entrare in un negozio di abbigliamento, e provare vestiti, con intorno due siciliani. Sento di doverlo sconsigliare a chiunque]. Dopo una capatina a Piazza del Popolo siamo tornate a casa [ho scoperto, tra l'altro, che 5 minuti dopo che ce ne siamo andate noi è arrivato Tom Cruise!]. La sera sono andata in un pub, dove una mia cara amica festeggiava il compleanno. A casa all'una, e buonanotte al secchio.
Martedì doveva essere una splendida giornata di sole. In realtà era nuvoloso che più nuvoloso non si può, tirava un bel po' di vento, e faceva freddo. Una giornata perfetta per andare al mare. Siamo arrivati al mare con 2 ore di ritardo [tra ritardi vari, e tappi lasciati dal benzinaio], giusto in tempo per beccare l'unico raggio di sole di tutta la giornata. Il resto del (poco) tempo rimasto l'ho passato giocando a calcio coi maschi [ho rimediato una contusione al mignolo del piede sinistro], a pallavolo con le ragazze, gattonando sulla sabbia come un'idiota, e facendomi picchiare con dei bastoncini, che nonostante l'apparenza facevano davvero male [pare che l'unico gioco divertente che si possa fare insieme è quello in cui io sono una vittima sacrificale. Sadici!]. La prossima volta che vado al mare e non c'è il sole faccio la danza del sole [questa, per capirci]. Tanto bastoncino in più, bastoncino in meno...
Ho finito. Grazie, signor giudice.
Allora, da dove cominciare? Facciamo dall'inizio, va. Quando mi viene sonno mi fermo. In realtà avrei sonno già adesso, però faccio uno sforzo. Una bottiglia di caffè e via.
Il mio programma per questo fine settimana era questo: sabato avrei studiato filologia e preparato una relazione per storia, dopocena con gli amici, e poi un sano riposo; domenica mattina avrei preparato una relazione per una conferenza (che devo consegnare entro fine mese), mentre il pomeriggio l'avrei dedicato allo studio della letteratura italiana contemporanea (rigorosamente dopo la gara di F1). Lunedì avrei utilizzato il ponte per leggere un po', e portarmi avanti con lo studio. Mentre il 25 aprile mi sarei goduta il meritato giorno di vacanza stesa su una spiaggia, sotto un sole cocente, sorseggiando un soft drink.
Le cose sono andate in maniera decisamente diversa.
Sabato mi sono svegliata tardi, sono uscita il pomeriggio (in barba alla barbosa filologia), ho cenato fuori, e sono tornata a casa un po' più tardi del previsto.
Domenica, dopo la corsa, ho preso al volo un treno per Roma e sono tornata a casa molto più tardi del previsto.
Lunedì di nuovo a Roma (per seguire una lezione che poi non c'è stata), e poi compleanno di una mia amica.
Martedì mare, senza sole, senza bagno e senza soft drink (pure l'acqua ho lasciato a casa).
I dettagli a domani, che il caffè l'ho allungato con l'acqua e non fa più effetto...
Mi riprendo, faccio una doccia, mangio, e poi racconto la mia ultima, faticosissima, estenuante settimana.
Che nessuno si muova!
Capita che il tuo telefono di casa squilli a notte fonda.
Dopo ben 2 squilli decidi di alzarti, per andare a rispondere. Non per niente sei l'unica della famiglia ad avere un sonno così leggero che d'estate le zanzare non ti fanno dormire.
Ti alzi di corsa e provi ad accendere la luce della tua camera, scoprendo che non funziona.
Ti caghi letteralmente sotto dalla paura, pensando che una banda di maniaci assassini assatanati di sangue ti stia aspettando in soggiorno con le sigarette in bocca e le seghe elettriche in mano.
Ti fai coraggio e attraversi di soppiatto mezza casa per andare a rispondere.
Appena arrivi al telefono gli squilli si interrompono.
Controlli il numero dell'ultima chiamata persa, e scopri che era una chiamata anonima.
Ti tranquillizzi, scartando l'ipotesi di qualche accidenti a un membro della tua famiglia. Contemporaneamente maledici quel pirla che ha deciso di fare uno scherzo così cretino proprio a te.
Mentre ti stai allontanando il telefono ricomincia a squillare.
L'indecisione su che cosa fare dura un nanosecondo. Rispondi, col tono di voce più incazzato che si sia mai sentito.
Dall'altra parte del telefono un uomo che sembra chiamare dal regno dei morti ti fa "Signora [!], scusi per il disturbo. Sono dei carabinieri, c'è il signor Sonno Profondo [mio padre]?"
"E' successo qualcosa di grave?", gli rispondo io
"No, non si preoccupi. Gli volevo solo far sapere che qualcuno ha incendiato la cassetta delle poste"
"Ma mica è un pompiere! Deve venire a controllare qualcosa [mio padre è direttore di un ufficio postale]? Comunque, aspetti un attimo che vado a svegliarlo. Sa, di solito a quest'ora dorme"
"Ah, ma non fa niente. Glielo può dire pure domani mattina"
"E allora perchè ha chiamato?"
"Per farglielo sapere"
"Allora vado a chiamarlo"
"Non serve"
"Ma non poteva dirglielo direttamente domani mattina?"
"Per legge glielo devo far sapere"
"Ci rinuncio! Glielo passo, così vi fate una bella chiacchierata. Propongo anche un caffè, le farebbe bene"
"Grazie, grazie signora. E mi scusi ancora per il disturbo"
"Si figuri, stavo solo dormendo. Meno male che ci siete voi a controllare le cassette delle poste"
"Grazie, grazie signora. E mi scusi ancora per il disturbo"
"Sì, vabbè. Arrivederci, eh! E buonanotte!"
Dopodichè vai a svegliare tuo padre, che nel frattempo non si era accorto di nulla. Intontito prende la cornetta e pronuncia queste parole "Sì? Sì sono io. Sì. Va bene. Arrivederci".
E all'improvviso tutte le barzellette sui carabinieri acquistano un senso.
Sailor Moon - la paladina della giustizia, la combattente che veste alla marinara, quella che ti punisce "in nome della luna" - avrebbe fatto una figura decisamente migliore.
La coerenza è l’ultimo rifugio delle persone prive d’immaginazione.
Oscar Wilde
Colore inonda la macchia, porpora cupo.
Tutto slavato è il resto del corpo,
ha colore di perla.
In un anfratto di rupe
risucchia il mare ossesivamente,
un solo vuoto è perno di tutto il mare.
Non più grande che una mosca
il marchio funesto
striscia giù per il muro.
Il cuore si chiude,
il mare cala,
gli occhi sono schermati.
Sylvia Plath
Dicono?
Dimenticano.
Non dicono?
Hanno detto.
Fanno?
E' fatale.
Non fanno?
E' uguale.
Perché
aspettare?
Tutto è
sognare.
Domani, se non ci saranno problemi di scrutinio, vi racconterò in dettaglio il mio fantasmagorico lavoro di scrutatrice. Ora vado a dormire... sognerò numeri, firme, timbri e colla.
Stanca, morta.
Fatica, tanta.
Sonno, buonanotte.
Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.
Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.
Ho vinto! Ho vinto! Modestamente...
Ringrazio la giuria e i miei numerosissimi fan...
Frequento un corso di storia moderna molto divertente. Divertente perchè l'argomento è interessante (la rivoluzione del libro), e perchè sono circondata da persone mitiche! L'età media dei miei compagni di corso è di 40 anni, e questo rende le nostre conversazioni diverse da quelle che normalmente ho con gli altri ragazzi. Parliamo di politica, di satira, di costume (con le donne), di ristorantini dove vale la pena andare, di ma il trattato di Tordesillas era del 1493 o 1494? , di libri che vorremmo leggere o che abbiamo letto. Insomma, di tutto quello per cui vale la pena aprire la bocca e dare fiato. Ognuno di loro, poi, ha qualcosa di divertente, per come si veste o si muove, per come parla o respira. In prima fila abbiamo: Gamba di Legno [ha solo un gesso alla gamba, che toglierà presto (il gesso, non la gamba). Fa ridere quando arriva con le sue stampellone, grande e grosso e ammette che, effettivamente, le persone sono più gentili con te quando sei zoppo. Ha uno spirito arguto e molto umorismo. Simpatico e gentile con tutti]; Il Marinaio [lui sta nella marina, ma non so che posizione occupi. A vederlo potrebbe benissimo essere un cuoco. Simpaticissimo ma tendente al polemico, soprattutto con la prof. Quando c'è da chiedere una pausa, lui è sempre il primo. Le sue imitazioni della professoressa rimarranno per sempre nei nostri cuori. Da quando, poi, mi ha detto che per come ho esposto la mia relazione sulla scoperta dell'America (ingrato compito, ahimè, più che altro perchè sono stata la prima. Fortuna, ma dove sei?) pensava che fossi una del quinto anno, e ha aggiunto "ammazza quanto sei tosta", mi sta molto ma molto più simpatico. Lo elevo a titolo di preferito, suvvia]; L'uomo con l'occhio gne gne [è un signore piuttosto distinto. Ha bellissimi occhi azzurri, anche se uno va un po' dove gli pare. Molto generoso, una volta si è privato della sua fotocopia con la mappa dei collegi dei gesuiti nel sud america per darla a me. Cortese e sempre puntuale]; Donna fashion [anche lei molto elegante. La vedo bene in coppia con L'uomo con l'occhio gne gne. Celebri le disquisizioni sull'impossibilità di leggere tutti i millemila testi che ci propina la prof, e sul ma perchè dobbiamo studiare questo libro se poi lei dice che è sbagliato tutto quello che c'è scritto?. Molto protettiva, trasmette calma e saggezza. Delle donne è certamente la mia preferita]. Nelle retrovie troviamo: Donna bionda ossigenata [lei mi fa morire dal ridere. E' piccola piccola, coi capelli più gialli del giallo, e veste sempre tutta strana. Non parliamo molto, ma un suo sorriso mette il buonumore]; Il Colonnello [è un vero colonnello dell'aeronautica, nonché il più anziano del gruppo. Quando arriva, Il Marinaio lo guarda e fa "Colonnello, buonasera". Da ciò deduciamo che ha qualche grado in meno. Di solito arriva in ritardo, a lezione già iniziata, apre la porta e abbozza una frase tipo "Scus prof, ma avev un lezio", e fa una faccia buffissima. Non spara cazzate insieme a noi, ovviamente, però interviene spesso durante la lezione, e in modo preciso e opportuno. Uomo dotato di estrema intelligenza]; Il Secchione [più che secchione questo qui è un vero e proprio genio. Chiedetegli qualsiasi data o fatto storico e lui vi risponderà. E' il solo, tra noi sciagurati, a riuscire a contraddire la prof. Nel periodo degli esami diventerà automaticamente il mio preferito, of course (di corsa). E' piuttosto silenzioso e riservato. Ha una bella chioma brizzolata e occhi azzurri. Senza dubbio è anche l'uomo più affascinante].
Da aggiungere alla lista ci sono pure La Capellona, La Dark, Il Nano, La Francese, La Spagnola, Bombardone, Lo Smilzo. Gli altri sono tutti "normali". Ovviamente sono nomi di fantasia, che gli ho dato io (tranne La Spagnola e La Francese che chiamiamo davvero tutti così). Se qualcuno dovesse capitare sul blog e riconoscersi sappia che sono stata proprio io a scrivere questo post, sì. Sono quella riccia, bionda, spilungona, sempre con la minigonna e in ultima fila, la più bona insomma. Lapidatemi pure, vi autorizzo!
Neanche a dirlo io sono quella castana, coi fiori nei capelli, sempre coi pantaloni, vestita rigorosamente di nero, e in prima fila. Magari così riesco a far fuori la bonazza che mi sta tanto sulle scatole. Ma non spargete la voce, mi raccomando. Questa è gente che non scherza!

Stamattina sono uscita di casa alle 8 e mezza, per andare all'università. Sono tornata a casa alle 20.40.
Domani vado dal Magnifico Rettore, e gli chiedo se può aggiungere due-tre ore alle 24 già esistenti, in un giorno. Quale mente malata può aspettarsi che studi dopo 12 ore [e 10 minuti] passate fuori casa? A parte mia madre, eh!
E oggi non ho neanche marinato, come gli ultimi due giorni. Ma solo perchè era nuvoloso e tirava tanto vento, mica per altro!
Quanto è bello non fare un cavolo e poter dire "ehi, che ti credi? Io sto facendo l'università, mica pizza e fichi! Mi sto solo prendendo un momento di relax. Me lo sono più che meritato".
Adoro l'università, adoro il sole, adoro il binomio sole-università, e il trinomio sole-università-prati... ma anche il quadrinomio sole-università-prati-gelati a volontà non mi dispiace, effettivamente. [Ero molto brava in matematica, si vede? Potrei aggiungere potenze o radici quadrate ma non vorrei appesantire troppo il post. Prima di tutto la salute del lettore].
È primavera... svegliatevi bambine
alle cascine, messere aprile fa il rubacuor.
È primavera... che festa di colori!
Madonne e fiori tentaste il genio d'un gran pittor.
E allora, a sera, fiorivano gli amori,
gli stessi amori che adesso intrecciano i nostri cuor.

Ella giaceva come se per gioco
la sua vita se ne fosse andata
in un balzo, decisa a ritornare,
però non così presto.
Le sue braccia felici abbandonate,
come se nella pausa del trastullo avessero scordato
per un attimo di riprendere il gioco.
I suoi mobili occhi semiaperti,
come se in essi la loro padrona
ancora scintillasse, solamente
per burlarsi di voi.
Il suo mattino lì, dietro la porta,
a escogitare un modo - son sicura -
per forzare il suo sonno
così lieve e profondo.
Già svegliarsi alle 6, la domenica mattina, non è proprio il massimo...
Se poi lo fai per vedere la tua amata Ferrari, che peggio di così non poteva andare, un pochino ti scoccia;
se poi ti accorgi di avere un tremendo mal di gola, e capisci che – in realtà – te lo sei anche un po’ cercato, con quella maglia scollata di ieri sera, un pochino ti infastidisci;
se poi scopri che sei anche senza voce, a causa delle troppe risate / urla / cazzate a voce altissima per superare la musica e la voce degli altri, un pochino ti innervosisci;
se poi provi a riprendere sonno e non ci riesci, e realizzi che hai dormito solo 3 ore, un pochino ti arrabbi;
se poi trovi le chiavi di casa, che ieri avevi cercato per ben 15 minuti senza successo, sotto un libro, un pochino ti incazzi;
se poi ti viene in mente che ieri hai quasi distrutto lo sportello della macchina di un tuo amico, e lui non se n'è neanche accorto, un pochino ti viene da ridere;
se poi pensi che domenica prossima, a norma dell'art. 6 della legge 8 marzo 1989, n. 95, come sostituito dalla legge n. 120 del 30/04/1999, dovrai fare lo scrutatore alle elezioni, e quindi non avrai neanche il tempo per mangiare, un pochino ti rincuori... e rivaluti completamente la giornata.
I can see clearly now, the rain is gone,
I can see all obstacles in my way
Gone are the dark clouds that had me blind
It’s gonna be a bright (bright), bright (bright)
Sun-Shiny day.