domenica, 30 aprile 2006, ore 19:21

Se sopravvivo alla cena coi parenti, questa sera, domani vado al concertone del 1 maggio.

Fate il tifo per me.

emily2222
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categoria : little news

sabato, 29 aprile 2006, ore 00:29

Stasera sono andata a vedere "L'era glaciale 2". Praticamente in sala si sentivano solo le mie risate, quelle di una mia amica e di mia sorella. Perfino i bambini erano più disciplinati di noi. E' un film STUPENDO! Anche se il primo è imbattibile, certamente. Ah, beata gioventù...

emily2222
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categoria : eventi

venerdì, 28 aprile 2006, ore 18:51

Sto studiando filologia italiana.

Son cose...

emily2222
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categoria : little news

venerdì, 28 aprile 2006, ore 01:15

Trattasi di resoconto dettagliato, che si riferisce a questo post.

Dicevamo...

Sabato sera siamo andati in un locale metallaro: il Palarockness. Il mio abbigliamento non era assolutamente adeguato alla serata, e al luogo. Mai mettere i tacchi per andare in un locale del genere. Alla fine non era neanche male, la musica era orribile [o meglio, non è proprio il mio genere], ma la compagnia era più che buona. Devo anche ricordarmi di non ordinare mai più un Barbie [gin, lemonsoda, sciroppo alla fragola], che a dispetto del nome è la cosa più amara che abbia mai bevuto in vita mia. Tra i momenti più divertenti della serata ricordo il vano tentativo di Magnus di non andare in questo postaccio, facendo sbagliare strada più di una volta al guidatore [e non dirmi che non te ne sei accorto, Mattè!], e la balla che abbiamo raccontato agli altri per giustificare il nostro ritardo ["abbiamo incontrato un ragazzo ubriaco per strada e l'abbiamo portato nella piazza principale. Era basso e aveva un cappellino blu"], che ha funzionato alla grande. Bella serata, in effetti.

Domenica, dopo aver passato 2 ore in piedi a seguire quella sciccheria di Gran Premio, sono andata a Roma per conoscere il miglior amico del mio miglior amico di università [tutto chiaro, no?], venuto dalla Sicilia alla scoperta della capitale. Mi sono portata dietro la mia migliore amica e sua cugina genovese. Di romano di Roma non ce n'era uno in quel gruppetto. Tra i vari "belin" e "minchia" mi si è fuso il cervello. Dopo in giro in barca a Villa Borghese [fatto apposta per molestare un bellissimo cigno], abbiamo cenato in un fast-food. Serata splendida, dimenticando la corsa che abbiamo dovuto fare per prendere il treno [prese dalle chiacchiere, ci siamo dimenticate che: 1) avevamo il treno di lì a 20 minuti; 2) quel treno era l'ultimo della giornata. Il successivo c'era alle 5 e qualcosa del giorno dopo; 3) la metro era chiusa; 4) la fermata dell'autobus distava 10 min a piedi da dove eravamo; 5) la stazione distava 20 min di autobus dalla fermata]. Alla fine, correndo, sudando e smadonnando ce l'abbiamo fatta. In caso contrario, avrei fatto meglio a far finta di essere morta, o a morire davvero, immaginando già la conversazione telefonica con mia madre: "Mamma, senti, sai che sono andata a Roma, no? Sì, dovevo tornare per cena e non son tornata. Sì, dovevamo essere solo donne e invece c'erano con noi 2 maschioni. Sì, ti avevo detto che avrei preso il treno il prima possibile. Bene, hai presente quel treno che dovevamo prendere? Mettiti comoda, e rilassati. L'abbiamo perso, quel treno. No, non ci hanno rapite o molestate, ci siamo semplicemente dimenticate di dover prendere un treno per tornare a casa. No, niente droga, mami. Tornando a noi, il prossimo treno c'è domani mattina. Puoi lasciarmi dormire alla Stazione Termini in mezzo ai barboni, farmi dormire nell'appartamento di questo mio amico di cui ignoravi finora l'esistenza, o tirare fuori la macchina dal garage, farti 30 min di autostrada, arrivare al centro di Roma e venirci a prendere. Come dici? No, non ho sbagliato numero, sono tua figlia! Mamma! Mamma!". Per fortuna che non avevo ancora cominciato la dieta, il mio fisico non avrebbe retto una corsa di 2 km con tacco.

Lunedì sono andata a Roma perché quello che io consideravo il mio migliore amico di università mi ha detto: "guarda vieni perché la prof fa lezione al 100%". Io come un'allocca ci sono cascata, quando invece era solo un modo spudorato per conoscere mia sorella [gli avevo detto che a lezione avrei portato pure quel gran pezzo di ragazza di mia sorella, per fargliela conoscere]. Al posto della lezione inesistente siamo andati a fare shopping in Via Nazionale [mai entrare in un negozio di abbigliamento, e provare vestiti, con intorno due siciliani. Sento di doverlo sconsigliare a chiunque]. Dopo una capatina a Piazza del Popolo siamo tornate a casa [ho scoperto, tra l'altro, che 5 minuti dopo che ce ne siamo andate noi è arrivato Tom Cruise!]. La sera sono andata in un pub, dove una mia cara amica festeggiava il compleanno. A casa all'una, e buonanotte al secchio.

Martedì doveva essere una splendida giornata di sole. In realtà era nuvoloso che più nuvoloso non si può, tirava un bel po' di vento, e faceva freddo. Una giornata perfetta per andare al mare. Siamo arrivati al mare con 2 ore di ritardo [tra ritardi vari, e tappi lasciati dal benzinaio], giusto in tempo per beccare l'unico raggio di sole di tutta la giornata. Il resto del (poco) tempo rimasto l'ho passato giocando a calcio coi maschi [ho rimediato una contusione al mignolo del piede sinistro], a pallavolo con le ragazze, gattonando sulla sabbia come un'idiota, e facendomi picchiare con dei bastoncini, che nonostante l'apparenza facevano davvero male [pare che l'unico gioco divertente che si possa fare insieme è quello in cui io sono una vittima sacrificale. Sadici!]. La prossima volta che vado al mare e non c'è il sole faccio la danza del sole [questa, per capirci]. Tanto bastoncino in più, bastoncino in meno...

Ho finito. Grazie, signor giudice.

emily2222
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categoria : little news

mercoledì, 26 aprile 2006, ore 01:24

Allora, da dove cominciare? Facciamo dall'inizio, va. Quando mi viene sonno mi fermo. In realtà avrei sonno già adesso, però faccio uno sforzo. Una bottiglia di caffè e via.

Il mio programma per questo fine settimana era questo: sabato avrei studiato filologia e preparato una relazione per storia, dopocena con gli amici, e poi un sano riposo; domenica mattina avrei preparato una relazione per una conferenza (che devo consegnare entro fine mese), mentre il pomeriggio l'avrei dedicato allo studio della letteratura italiana contemporanea (rigorosamente dopo la gara di F1). Lunedì avrei utilizzato il ponte per leggere un po', e portarmi avanti con lo studio. Mentre il 25 aprile mi sarei goduta il meritato giorno di vacanza stesa su una spiaggia, sotto un sole cocente, sorseggiando un soft drink.

Le cose sono andate in maniera decisamente diversa.

Sabato mi sono svegliata tardi, sono uscita il pomeriggio (in barba alla barbosa filologia), ho cenato fuori, e sono tornata a casa un po' più tardi del previsto.

Domenica, dopo la corsa, ho preso al volo un treno per Roma e sono tornata a casa molto più tardi del previsto.

Lunedì di nuovo a Roma (per seguire una lezione che poi non c'è stata), e poi compleanno di una mia amica.

Martedì mare, senza sole, senza bagno e senza soft drink (pure l'acqua ho lasciato a casa).

I dettagli a domani, che il caffè l'ho allungato con l'acqua e non fa più effetto...

emily2222
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categoria : little news

martedì, 25 aprile 2006, ore 20:21

Mi riprendo, faccio una doccia, mangio, e poi racconto la mia ultima, faticosissima, estenuante settimana.

Che nessuno si muova!

emily2222
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categoria : hyperactivity disorder

sabato, 22 aprile 2006, ore 15:13

Io lo amo quest'uomo.

Pole position a Imola...

Si ricomincia a sperare!

emily2222
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categoria : little news

giovedì, 20 aprile 2006, ore 01:14

Capita che il tuo telefono di casa squilli a notte fonda.

Dopo ben 2 squilli decidi di alzarti, per andare a rispondere. Non per niente sei l'unica della famiglia ad avere un sonno così leggero che d'estate le zanzare non ti fanno dormire.

Ti alzi di corsa e provi ad accendere la luce della tua camera, scoprendo che non funziona.

Ti caghi letteralmente sotto dalla paura, pensando che una banda di maniaci assassini assatanati di sangue ti stia aspettando in soggiorno con le sigarette in bocca e le seghe elettriche in mano.

Ti fai coraggio e attraversi di soppiatto mezza casa per andare a rispondere.

Appena arrivi al telefono gli squilli si interrompono.

Controlli il numero dell'ultima chiamata persa, e scopri che era una chiamata anonima.

Ti tranquillizzi, scartando l'ipotesi di qualche accidenti a un membro della tua famiglia. Contemporaneamente maledici quel pirla che ha deciso di fare uno scherzo così cretino proprio a te.

Mentre ti stai allontanando il telefono ricomincia a squillare.

L'indecisione su che cosa fare dura un nanosecondo. Rispondi, col tono di voce più incazzato che si sia mai sentito.

Dall'altra parte del telefono un uomo che sembra chiamare dal regno dei morti ti fa "Signora [!], scusi per il disturbo. Sono dei carabinieri, c'è il signor Sonno Profondo [mio padre]?"

"E' successo qualcosa di grave?", gli rispondo io

"No, non si preoccupi. Gli volevo solo far sapere che qualcuno ha incendiato la cassetta delle poste"

"Ma mica è un pompiere! Deve venire a controllare qualcosa [mio padre è direttore di un ufficio postale]? Comunque, aspetti un attimo che vado a svegliarlo. Sa, di solito a quest'ora dorme"

"Ah, ma non fa niente. Glielo può dire pure domani mattina"

"E allora perchè ha chiamato?"

"Per farglielo sapere"

"Allora vado a chiamarlo"

"Non serve"

"Ma non poteva dirglielo direttamente domani mattina?"

"Per legge glielo devo far sapere"

"Ci rinuncio! Glielo passo, così vi fate una bella chiacchierata. Propongo anche un caffè, le farebbe bene"

"Grazie, grazie signora. E mi scusi ancora per il disturbo"

"Si figuri, stavo solo dormendo. Meno male che ci siete voi a controllare le cassette delle poste"

"Grazie, grazie signora. E mi scusi ancora per il disturbo"

"Sì, vabbè. Arrivederci, eh! E buonanotte!"

Dopodichè vai a svegliare tuo padre, che nel frattempo non si era accorto di nulla. Intontito prende la cornetta e pronuncia queste parole "Sì? Sì sono io. Sì. Va bene. Arrivederci".

E all'improvviso tutte le barzellette sui carabinieri acquistano un senso.

Sailor Moon - la paladina della giustizia, la combattente che veste alla marinara, quella che ti punisce "in nome della luna" - avrebbe fatto una figura decisamente migliore.

emily2222
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categoria : big bonsai

mercoledì, 19 aprile 2006, ore 23:28

La coerenza è l’ultimo rifugio delle persone prive d’immaginazione.

Oscar Wilde

emily2222
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categoria : aforismi

martedì, 18 aprile 2006, ore 21:04

Colore inonda la macchia, porpora cupo.
Tutto slavato è il resto del corpo,
ha colore di perla.

In un anfratto di rupe
risucchia il mare ossesivamente,
un solo vuoto è perno di tutto il mare.

Non più grande che una mosca
il marchio funesto
striscia giù per il muro.

Il cuore si chiude,
il mare cala,
gli occhi sono schermati.

Sylvia Plath

emily2222
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categoria : poesia

lunedì, 17 aprile 2006, ore 00:10

Non ho scritto ancora niente sulle tre giornate da scrutatrice.
Allora, fortunatamente sono capitata in un gruppo ben assortito: una seria, una silenziosa, una pazza, una folle e uno psicopatico. Contando anche me, 4 persone su 6 avevano seri problemi al cervello. Mi sembra un dato statistico più che rilevante. Evidentemente i terroristi hanno inquinato le nostre acque molto tempo fa, e nessuno se n'è accorto.
La seria (una ragazza giovanissima) era il nostro presidente, persona squisita e molto competente, tanto che grazie a lei siamo stati i primi a finire per 3 giorni di seguito. Si era scatenata con gli altri seggi una guerra all'ultima scheda elettorale che poi, ovviamente, abbiamo vinto noi. Per decenza abbiamo evitato coretti da stadio o applausi scomposti [in realtà volevamo sentire i pianti dei nostri avversari].
La silenziosa era una scrutatrice come me. Sinceramente non penso che nella vita di tutti i giorni sia così silenziosa, ma aveva a che fare con ben 4 squilibrati, c'è da capirla.
La pazza e la folle erano anche loro scrutatrici. Una era pazza perchè rideva in maniera sguaiata, e poi se ne usciva con frasi raccapriccianti [un esempio: stavamo tutti in silenzio e lei se ne esce con: "oh me so rotta il cazzo, parlate!". Oppure "smettila de grattatte Daniè"]. Una pazza.
La folle era la più grande del gruppo (41 anni), nonché ninfomane. Per 3 giorni ha fatto la corte a quel poverino di Daniele (lo psicopatico), che c'avrà mille difetti ma una cosa del genere non se la meritava proprio. La folle ci ha anche informati sulla sua situazione sentimentale, quella lavorativa, familiare, ci ha fatto vedere foto dei figli, e ci ha parlato del cognato galeotto. Tendenzialmente esaltata.
Lo psicopatico era il segretario, fratello del presidente. Ora, io non lo conoscevo [c'è da dire però che tutti quanti abbiamo instaurato da subito un bellissimo rapporto], e all'inizio mi sembrava anche alquanto antipatico. Alla fine è stato quello con cui mi sono fatta più risate [è così che ha guadagnato l'agognato titolo di psicopatico].
Ripensandoci non riesco ancora a concepire come abbiamo potuto ridere tutti insieme per il 70% del tempo. Molto esplicativa una frase della pazza: "non me fate ride che c'ho la vescica gonfia, sto a scoppià".
La gente entrava e pensava che stessimo raccontando barzellette, quando invece bastava che ci guardassimo in faccia per ridere.
Io avevo il registro delle donne, e il mio compito era controllare la tessera elettorale, e vedere se i dati corrispondevano a quelli del registro. Tutte le signore che entravano si trovavano di fronte due banchi con 4 persone, e a destra Daniele e il presidente. Disorientate, spesso andavano verso Daniele [che o ispirava fiducia, o emanava un particolare odore acchiappafemmina], e lui le mandava da me dicendo "andate da quella ragazza là in fondo". Con l'aumentare della confidenza, però, sono aumentati gli epiteti nei miei confronti. Così è passato da "andate da quella ragazzina là in fondo" a "andate da quella marmocchia là in fondo", passando per bimba, bimbetta, pupa, pupetta, nana, cosa! [immaginate la faccia delle vecchiette che si sentivano dire "andate da quella cosa là in fondo!"]. Alla quarantesima volta mi sono stancata, e ho incominciato a dire alla gente "non date retta a quel pelato", oppure "signora venga da me, non dal calvo con la testa lucida", o ancora "signora non segua il luccichio di quella testa, venga qui", e via dicendo. La gente sembrava divertita da queste scenette da manicomio, e soprattutto facevano sempre il tifo per me [l'hanno chiamato buzzurro un paio di volte. Una volta una signora ha detto, sospirando, "è un maschio". Credo che la ritenesse un'offesa sufficiente].
Ci sono stati tantissimi altri momenti belli ed esageratamente spassosi:
 
quando abbiamo parlato col poliziotto, che cercava di far colpo sulla folle, e ci ha raccontato delle sue immense tenute in quel di Sorrento ["tutte case a picco sul mare, eh!"];
 
quando lunedì pomeriggio eravamo tutti così stanchi che non abbiamo neanche avuto la forza di esultare
 
quando in 8 abbiamo provato a fare una maledettissima percentuale, di domenica sera col cervello fuso. E io mi sono svegliata nel cuore della notte, quella sera, pensando "che idiota! Dovevo fare un'uguaglianza! Pazienza..."
 
quando godevamo sapendo che negli altri seggi stavano molto più indietro di noi, e avevano pure perso le matitine;
 
quando per catturare l'attenzione delle signore e farle venire da me con la tessera gridavo "qua qua qua", oppure "veeeeenga signora, sono quì!", mentre mi sbracciavo cercando di farmi notare;
 
quando io e la pazza siamo andate al bar e, non sapendo che comprare, l'abbiamo saccheggiato;
 
quando arrivava il rappresentante di lista che più odiavamo: collo mozzo [chiamato così perché aveva il collare causa "incidente"];
 
quando abbiamo scoperto che collo mozzo aveva il collo mozzo non per un incidente con la macchina ma perché aveva fatto il provolone con una ragazza e il padre di lei  l'ha gonfiato di botte. Tra l'altro è pure sposato, brutto e vecchio, collo mozzo;
 
quando io e Very (il presidente) abbiamo parlato con collo mozzo, e lui ci ha raccontato che con gli amici due-tre volte l'anno fanno feste particolari, in cui stanno fuori 2 giorni, e mentre bevono come spugne fanno arrostire animali interi. Questo il dialogo:
 
ColloMozzo: "Praticamente ogni tanto ci incontriamo, siamo una trentina. Stiamo all'aperto il sabato e la domenica, con le tende, accendiamo il fuoco e mettiamo a cuocere un animale intero. L'ultima volta è stato un vitello"
 
Io: "Schifo! Cioè... che cosa particolare. Siete originali, non c'è dubbio"
 
ColloMozzo: "Ma quale schifo! Guarda che siamo finiti pure sul giornale [tra me e me "e te credo!"]. C'era la foto con noi intorno al maiale sullo spiedo. Ci hanno fatto i complimenti, perchè stiamo riscoprendo le vecchie tradizioni, è una cosa che facciamo solo noi [tra me e me "e te credo!"]
 
Io: "Una specie di setta, insomma. La "setta del maialino"
 
Very scoppia a ridere e fa: "Bisogna vedere chi è il maialino (ricordando quello che ci avevano detto a proposito del suo collo mozzo, e dei suoi  impulsi sessuali)" [battuta per cui le ho fatto i complimenti per tutta la giornata];
 
Collo mozzo è diventato rosso, e è uscito con la coda tra le gambe. Quante risate, alle sue spalle!
In effetti, se non fosse stato per la compagnia, al momento dello scrutinio mi sarei buttata dalla finestra. D'altronde, sono cose che capitano. Non pensiamoci più, e guardiamo avanti col sorriso di chi ce l'ha fatta. Per un pelo, ma ce l'ha fatta...
emily2222
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categoria : little news

giovedì, 13 aprile 2006, ore 12:13

Dicono?
Dimenticano.
Non dicono?
Hanno detto.

Fanno?
E' fatale.
Non fanno?
E' uguale.

Perché
aspettare?
Tutto è
sognare.

emily2222
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categoria : poesia

lunedì, 10 aprile 2006, ore 23:49

Devo ancora riprendermi da questo shock.

Magari è solo un incubo...

Datemi un pizzicotto!

emily2222
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categoria : hyperactivity disorder

domenica, 09 aprile 2006, ore 22:56

Domani, se non ci saranno problemi di scrutinio, vi racconterò in dettaglio il mio fantasmagorico lavoro di scrutatrice. Ora vado a dormire... sognerò numeri, firme, timbri e colla.

Stanca, morta.

Fatica, tanta.

Sonno, buonanotte.

emily2222
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categoria : little news

venerdì, 07 aprile 2006, ore 22:49

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.

emily2222
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categoria : poesia

venerdì, 07 aprile 2006, ore 22:26

Ho vinto! Ho vinto! Modestamente...

Ringrazio la giuria e i miei numerosissimi fan...

emily2222
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giovedì, 06 aprile 2006, ore 23:56

Frequento un corso di storia moderna molto divertente. Divertente perchè l'argomento è interessante (la rivoluzione del libro), e perchè sono circondata da persone mitiche! L'età media dei miei compagni di corso è di 40 anni, e questo rende le nostre conversazioni diverse da quelle che normalmente ho con gli altri ragazzi. Parliamo di politica, di satira, di costume (con le donne), di ristorantini dove vale la pena andare, di ma il trattato di Tordesillas era del 1493 o 1494? , di libri che vorremmo leggere o che abbiamo letto. Insomma, di tutto quello per cui vale la pena aprire la bocca e dare fiato. Ognuno di loro, poi, ha qualcosa di divertente, per come si veste o si muove, per come parla o respira. In prima fila abbiamo: Gamba di Legno [ha solo un gesso alla gamba, che toglierà presto (il gesso, non la gamba). Fa ridere quando arriva con le sue stampellone, grande e grosso e ammette che, effettivamente, le persone sono più gentili con te quando sei zoppo. Ha uno spirito arguto e molto umorismo. Simpatico e gentile con tutti]; Il Marinaio [lui sta nella marina, ma non so che posizione occupi. A vederlo potrebbe benissimo essere un cuoco. Simpaticissimo ma tendente al polemico, soprattutto con la prof. Quando c'è da chiedere una pausa, lui è sempre il primo. Le sue imitazioni della professoressa rimarranno per sempre nei nostri cuori. Da quando, poi, mi ha detto che per come ho esposto la mia relazione sulla scoperta dell'America (ingrato compito, ahimè, più che altro perchè sono stata la prima. Fortuna, ma dove sei?) pensava che fossi una del quinto anno, e ha aggiunto "ammazza quanto sei tosta", mi sta molto ma molto più simpatico. Lo elevo a titolo di preferito, suvvia]; L'uomo con l'occhio gne gne [è un signore piuttosto distinto. Ha bellissimi occhi azzurri, anche se uno va un po' dove gli pare. Molto generoso, una volta si è privato della sua fotocopia con la mappa dei collegi dei gesuiti nel sud america per darla a me. Cortese e sempre puntuale]; Donna fashion [anche lei molto elegante. La vedo bene in coppia con L'uomo con l'occhio gne gne. Celebri le disquisizioni sull'impossibilità di leggere tutti i millemila testi che ci propina la prof, e sul ma perchè dobbiamo studiare questo libro se poi lei dice che è sbagliato tutto quello che c'è scritto?. Molto protettiva, trasmette calma e saggezza. Delle donne è certamente la mia preferita]. Nelle retrovie troviamo: Donna bionda ossigenata [lei mi fa morire dal ridere. E' piccola piccola, coi capelli più gialli del giallo, e veste sempre tutta strana. Non parliamo molto, ma un suo sorriso mette il buonumore]; Il Colonnello [è un vero colonnello dell'aeronautica, nonché il più anziano del gruppo. Quando arriva, Il Marinaio lo guarda e fa "Colonnello, buonasera". Da ciò deduciamo che ha qualche grado in meno. Di solito arriva in ritardo, a lezione già iniziata, apre la porta e abbozza una frase tipo "Scus prof, ma avev un lezio", e fa una faccia buffissima. Non spara cazzate insieme a noi, ovviamente, però interviene spesso durante la lezione, e in modo preciso e opportuno. Uomo dotato di estrema intelligenza]; Il Secchione [più che secchione questo qui è un vero e proprio genio. Chiedetegli qualsiasi data o fatto storico e lui vi risponderà. E' il solo, tra noi sciagurati, a riuscire a contraddire la prof. Nel periodo degli esami diventerà automaticamente il mio preferito, of course (di corsa). E' piuttosto silenzioso e riservato. Ha una bella chioma brizzolata e occhi azzurri. Senza dubbio è anche l'uomo più affascinante].

Da aggiungere alla lista ci sono pure La Capellona, La Dark, Il Nano, La Francese, La Spagnola, Bombardone, Lo Smilzo. Gli altri sono tutti "normali". Ovviamente sono nomi di fantasia, che gli ho dato io (tranne La Spagnola e La Francese che chiamiamo davvero tutti così). Se qualcuno dovesse capitare sul blog e riconoscersi sappia che sono stata proprio io a scrivere questo post, sì. Sono quella riccia, bionda, spilungona, sempre con la minigonna e in ultima fila, la più bona insomma. Lapidatemi pure, vi autorizzo!

Neanche a dirlo io sono quella castana, coi fiori nei capelli, sempre coi pantaloni, vestita rigorosamente di nero, e in prima fila. Magari così riesco a far fuori la bonazza che mi sta tanto sulle scatole. Ma non spargete la voce, mi raccomando. Questa è gente che non scherza!

emily2222
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categoria : big bonsai

mercoledì, 05 aprile 2006, ore 23:44

Stamattina sono uscita di casa alle 8 e mezza, per andare all'università. Sono tornata a casa alle 20.40.

Domani vado dal Magnifico Rettore, e gli chiedo se può aggiungere due-tre ore alle 24 già esistenti, in un giorno. Quale mente malata può aspettarsi che studi dopo 12 ore [e 10 minuti] passate fuori casa? A parte mia madre, eh!

E oggi non ho neanche marinato, come gli ultimi due giorni. Ma solo perchè era nuvoloso e tirava tanto vento, mica per altro!

Quanto è bello non fare un cavolo e poter dire "ehi, che ti credi? Io sto facendo l'università, mica pizza e fichi! Mi sto solo prendendo un momento di relax. Me lo sono più che meritato".

Adoro l'università, adoro il sole, adoro il binomio sole-università, e il trinomio sole-università-prati... ma anche il quadrinomio sole-università-prati-gelati a volontà non mi dispiace, effettivamente. [Ero molto brava in matematica, si vede? Potrei aggiungere potenze o radici quadrate ma non vorrei appesantire troppo il post. Prima di tutto la salute del lettore].

È primavera... svegliatevi bambine
alle cascine, messere aprile fa il rubacuor.
È primavera... che festa di colori!
Madonne e fiori tentaste il genio d'un gran pittor.
E allora, a sera, fiorivano gli amori,
gli stessi amori che adesso intrecciano i nostri cuor.

emily2222
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martedì, 04 aprile 2006, ore 22:55

Ella giaceva come se per gioco
la sua vita se ne fosse andata
in un balzo, decisa a ritornare,
però non così presto.

Le sue braccia felici abbandonate,
come se nella pausa del trastullo avessero scordato
per un attimo di riprendere il gioco.

I suoi mobili occhi semiaperti,
come se in essi la loro padrona
ancora scintillasse, solamente
per burlarsi di voi.

Il suo mattino lì, dietro la porta,
a escogitare un modo - son sicura -
per forzare il suo sonno
così lieve e profondo
.

emily2222
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categoria : poesia, emily dickinson

domenica, 02 aprile 2006, ore 15:02

Già svegliarsi alle 6, la domenica mattina, non è proprio il massimo...

Se poi lo fai per vedere la tua amata Ferrari, che peggio di così non poteva andare, un pochino ti scoccia;

se poi ti accorgi di avere un tremendo mal di gola, e capisci che – in realtà – te lo sei anche un po’ cercato, con quella maglia scollata di ieri sera, un pochino ti infastidisci;

se poi scopri che sei anche senza voce, a causa delle troppe risate / urla / cazzate a voce altissima per superare la musica e la voce degli altri, un pochino ti innervosisci;

se poi provi a riprendere sonno e non ci riesci, e realizzi che hai dormito solo 3 ore, un pochino ti arrabbi;

se poi trovi le chiavi di casa, che ieri avevi cercato per ben 15 minuti senza successo, sotto un libro, un pochino ti incazzi;

se poi ti viene in mente che ieri hai quasi distrutto lo sportello della macchina di un tuo amico, e lui non se n'è neanche accorto, un pochino ti viene da ridere;

se poi pensi che domenica prossima, a norma dell'art. 6 della legge 8 marzo 1989, n. 95, come sostituito dalla legge n. 120 del 30/04/1999, dovrai fare lo scrutatore alle elezioni, e quindi non avrai neanche il tempo per mangiare, un pochino ti rincuori... e rivaluti completamente la giornata.

 

I can see clearly now, the rain is gone,

I can see all obstacles in my way
Gone are the dark clouds that had me blind
It’s gonna be a bright (bright), bright (bright)
Sun-Shiny day.

emily2222
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categoria : little news