lunedì, 31 ottobre 2005, ore 00:11

 

Questo è il dialogo che piace a me...

emily2222
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domenica, 30 ottobre 2005, ore 14:22

Nulla è mai veramente perduto, o può essere perduto,
nessuna nascita, forma, identità - nessun oggetto del mondo,
né vita, né forza, né alcuna cosa visibile;
l'apparenza non deve ingannare, né l'ambito mutato confonderti il cervello.
Vasti sono il tempo e lo spazio - vasti i campi della Natura.
Il corpo lento, invecchiato, freddo - le ceneri rimaste dai fuochi di un tempo,
la luce degli occhi divenuta tenue, tornerà puntualmente a risplendere;
il sole ora basso a occidente sorge costante per mattini e meriggi;
alle zolle gelate sempre ritorna la legge invisibile della primavera,
con l'erba e i fiori e i frutti estivi e il grano.

emily2222
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giovedì, 27 ottobre 2005, ore 23:51

Venne quello che amavo,
quello che invocavo.
Non quello che spazza cieli senza difese,
astri senza capanne,
lune senza patria,
nevi.
Nevi di quelle cadute da una mano,
un nome,
un sogno,
una fronte.
Non quello che alla sua chioma
legò la morte.
Quello che io amavo.
Senza graffiare i venti,
senza foglia ferire né smuovere cristalli.
Quello che alla sua chioma
legò il silenzio.
Senza farmi del male,
per scavarmi un argine di dolce luce nel petto
e rendermi l'anima navigabile.

emily2222
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martedì, 25 ottobre 2005, ore 01:07

Cioccolato! Basta! Dopo la traumatica esperienza dell'Eurochocolate di Perugia sto cercando di evitare in ogni modo qualsiasi cosa assomigli anche vagamente al cioccolato.

Domenica 23 Ottobre 2005

Sveglia all'alba. Treno per Roma, poi da Roma a Perugia.

Ovviamente il mio era il treno più scalcinato nella storia delle ferrovie italiane. Tre ore per fare 200 km (per andare in pellegrinaggio ad Assisi c'avrei messo di meno - ovviamente camminando a quattro zampe sui ceci).

No problem. Tanto il mio treno è speciale. Nel prezzo del biglietto è previsto un supermega potentissimo collegamento col centro storico di Perugia e degli assaggi gustosissimi a base di cioccolato durante il viaggio. Gnam gnam...

Sì perchè la mia banca è differente, il mio treno è differente. Deve esserlo insomma. Non sarà proprio nuovissimo e molto pulito ma loro me l'hanno promesso, me l'hanno promesso... E io, d'altronde, ho le prove. C'è scritto sul coupon, cacchio.

Dopo due ore di viaggio, quando ormai avevo perso ogni speranza, una ragazza gracilina si avvicina al mio vagone. Un uomo si alza per aiutarla perchè non riesce ad aprire la porta da sola. Ebbene, sembra assurdo lo so, ma aveva un sacco pieno di cioccolatini! Che dolce visione! Strano però, di solito Babbo Natale è grasso e ha la barba lunga. E la Befana è bassa con la gobba. Beh anche il paese dei balocchi, a quanto pare, si sta modernizzando (mica come Trenitalia!!!).

Bene, questa ragazza si mette al centro del vagone e inizia il suo discorso.

Evvai! E' arrivata la pappa! Sono arrivate le sorprese. Dovevo avere più fiducia in Trenitalia. Sono stata proprio malvagia! Cattiva cattiva cattiva. Per punizione tutte le scatole di cioccolatini che mi regaleranno le donerò ai bambini poveri...nahhhh.

Babba Natala: "Buongiorno a tutti. Sono Babba Natala. Vi volevo presentare le nuove tessere Chococard. Acquistandone una sul treno, alla modica somma di 4 € avrete dolci sorprese qui sul treno e 5 degustazioni gratuite all'Eurochocolate. In più sconti e tariffe agevolate per tutti gli eventi".

Ok. E' anche giusto. Stanno facendo i loro interessi. E poi che c'è di male in questo? Ora danno le cioccolate.

Babba Natala: "Allora chi vuole acquistare la nuovissima Chococard?"

Ok. Basta co 'sta Chococard. Abbiamo capito. Basta scherzare, dai.

Babba Natala: "Ve l'ho già detto che avrete un sacco di sconti nei negozi di abbigliamento, pizzerie, ristoranti, potrete comprare un telefonino Tim con uno sconto del 5 % (infatti io ci vado solo per comprarmi il nuovo telefonino Tim con il misero sconto del 5 %), ve l'ho già detto?"

Si, ce l'hai già detto. E non la vogliamo. Vogliamo le cioccolate che ci spettano, chiaro? Tirale fuori! Immediatamente!

Babba Natala: "Va bene, non importa. Arrivederci, e buon Eurochocolate!"

Cosa??!! Stiamo scherzando?! Babba, ma dove vai? E le mie cioccolate? Magari è una finta. Ora ritorna. Ora ritorna, sì. Magari ha capito che la stavo prendendo in giro. Ferma, scherzavo. Ferma. Dove vai? Ok ok, la compro, la compro, mi hai convinto. Questa però è violenza psicologica. Lo sapevi che ero debole. Bastarda.

Babba Natala: "Benissimo. Ecco a te la card, una mappina e la dolce sorpresa che avevo promesso. Tieni. Ciao"

No, aspetta. Ti sei sbagliata. Mi hai dato un gianduiotto...

Babba Natala: "E' questa la sorpresa, eh! Ciao!"

NOOOOOOO! Un gianduiotto? Ma siamo matti? Ho pagato 4 € per un gianduiotto? Va bene, non fa niente. Tanto ho 5 degustazioni gratuite, gli sconti e il mio super collegamento. La giornata promette bene...

Ore 12 e qualcosa: arrivo a Perugia.

Nuova sòla: il nostro supermega collegamento fichissimo ce l'avevano tutti. Compreso nel biglietto. Fanculo.  Però ho ancora gli sconti e le 5 degustazioni. Bene.

Dopo un'ora arrivo al centro di Perugia. Qui assisto a scene da raccapriccio. Gente con le braccia alzate verso il cielo per avere un togo - dico UN TOGO! - gratis, che donzelle peruginiane distrubuivano da postazioni alte due metri. File di un'ora per avere una minuscola lattina di Coca - Cola Light (che fa anche un po' schifo) gratis, file di ore per avere una moneta di cioccolato gratis neanche fosse di platino iridio.

Ma allora è vero che l'Italia è ridotta in miseria! E' vero che la maggior parte della popolazione vive sotto la soglia di povertà. Tutta questa gente ogni anno aspetta l'Eurochocolate per mangiare, altro che Burkina Faso!

Comunque sia io ignoro tutta questa gente, io ho un solo obiettivo: le 5 degustazioni gratis che mi spettano.

Dopo una lunga fila finalmente ottengo il tanto sospirato premio. Uno scatolone pieno di cioccolata? Ma no!! Un sacchettino con 3 baci perugina, e 2 gianduiotti (ma mi perseguitano!).

Delusa e frustrata me ne torno a prendere il treno, con un'unica consolazione: non metterò su quei tre chili che avevo previsto.

Ora però vado a farmi uno spuntino ché m'è venuta fame...

emily2222
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sabato, 22 ottobre 2005, ore 01:03

Sono qui, sto ferma. E mi piace.

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emily2222
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sabato, 22 ottobre 2005, ore 00:38

Lontano da uccelli, da greggi, da paesane,
io bevevo, rannicchiato in una brughiera,
cinta da una selva di noccioli leggera,
in verdi e tiepide foschie meridiane.

Che potevo bere in quella giovane Oïsa,
muti olmi, cielo coperto, erba senza fiori.
Che spillavo alla mia fiasca di colocasia?
Un liquore d'oro, insulso, che dà sudori.

Cattiva insegna d'osteria sarei stato.
Poi il temporale mutò il cielo, fino a sera.
Furon laghi, pertiche, stazioni, una nera
regione, e nella notte blu fu un colonnato.

L'acqua dei boschi moriva alla verginale
sabbia, e il vento, dal cielo, ghiacciava acquitrini...
Io, pescatore d'oro e di gusci marini,
dire che non pensai di bere, come tale!

emily2222
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mercoledì, 19 ottobre 2005, ore 00:00

C'est une histoire qui a pour lieu
Paris la belle en l'an de Dieu
Mil-quatre-cent-quatre-vingt-deux
Histoire d'amour et de désir

Nous les artistes anonymes
De la sculpture ou de la rime
Tenterons de vous la transcrire
Pour les siècles à venir

Il est venu le temps des cathédrales
Le monde est entré
Dans un nouveau millénaire
L'homme a voulu monter vers les étoiles
Écrire son histoire
Dans le verre ou dans la pierre

Pierre après pierre, jour après jour
De siècle en siècle avec amour
Il a vu s'élever les tours
Qu'il avait bâties de ses mains

Les poètes et les troubadours
Ont chanté des chansons d'amour
Qui promettaient au genre humain
De meilleurs lendemains

Il est foutu le temps des cathédrales
La foule des barbares
Est aux portes de la ville
Laissez entrer ces païens, ces vandales
La fin de ce monde
Est prévue pour l'an deux mille
Est prévue pour l'an deux mille

emily2222
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martedì, 18 ottobre 2005, ore 00:21

Ogni incrostata conchiglia che sta
In quella grotta in cui ci siamo amati
Ha la sua propria particolarità.

Una dell'anima nostra ha la porpora
Che ha succhiato nel sangue ai nostri cuori
Quando io brucio e tu a quel fuoco ardi;

Un'altra imita te nei tuoi languori
E nei pallori tuoi di quando, stanca,
Ce l'hai con me perché ho gli occhi beffardi.

Questa fa specchio a come in te s'avvolge
La grazia del tuo orecchio, un'altra invece
Alla tenera e corta nuca rosa;

Ma una sola, fra tutte, mi sconvolge.

emily2222
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lunedì, 17 ottobre 2005, ore 23:35

Stamattina mi sono alzata presto, ho preso il treno, sono andata a Roma, avevo voglia di assistere ad una bella lezioncina di letteratura...insomma mi sono comportata proprio da brava bambina!

Peccato che... l'università sia ancora occupata e tutte le lezioni sospese fino al 24 Ottobre. Ma porca &%§£$! Dovevano iniziare una settimana fa! Un altro viaggio a vuoto!

In compenso ho visto certi tizi in giro per l'università!

1) LA DONNA VIOLA: vestita di viola dalla testa ai piedi (scarpe, pantaloni, maglione, immagino anche mutande e calzini), capelli viola, truccata tutta di viola;

2) L'UOMO NERO: vestito di nero dalla testa ai piedi (scarpe, pantaloni, maglia, giacca di pelle, immagino anche... meglio non immaginare!), capelli neri, faccia ricoperta di trucco bianco (tipo quello dei clown), ombretto nero sugli occhi, rossetto rosso.

E io che pensavo che esistessero solo nelle fantasie dei genitori troppo ansiosi! Ragazzi, bisogna riscrivere la storia della letteratura per bambini!

emily2222
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lunedì, 17 ottobre 2005, ore 19:27

You and me
We are destined
You'll agree
To spend the rest of our lives
With each other
The rest of our days
Like two lovers
Forever - yeah - forever

My bijou...

emily2222
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venerdì, 14 ottobre 2005, ore 14:20

Dalla Scala di Milano al San Carlo di Napoli, dal Piccolo Teatro alla saletta d'avanguardia, sono tutti chiusi, sbarrati. Attori, attrici, registi, cantanti, musicisti oggi scioperano, niente spettacoli per ventiquattr'ore, ma un'assemblea a Roma alle 14.30 al cinema Capranica. È la rivolta contro i prospettati tagli della legge Finanziaria allo spettacolo, 164 milioni di euro in meno a cinema, teatro, danza, musica, lirica da parte dello Stato. Un colpo pesante che solo ieri sera, in zona cesarini, il ministro Tremonti ha provato ad attutire dichiarando, come è solito fare questo governo, dagli schermi di Porta a Porta, "di essere disposto a un aggiustamento".

Troppo poco e troppo tardi per fermare la protesta a Roma come a Cosenza, a Milano come a Firenze, Bologna, Torino, Catania, Palermo... dove restano chiusi teatri come la Scala, il Carlo Felice, l'Opera di Roma, sale da concerto, festival storici come il Puccini di Torre del lago e giovani come "Napoli Scena Internazionale", chiusi tutti i teatri di prosa.

Non si vedeva da anni uno sciopero così clamoroso nel mondo dello spettacolo, unitario (vi partecipano tutte le sigle del settore, Agis, Anica Anac, Gigl Cisl e Uil, sindacato giornalisti cinematografici, Afic, Cemat...) e massiccio per quanto riguarda l'adesione degli artisti. Molti di loro oggi saranno al Capranica di Roma, da Mariangela Melato a Stefania Sandrelli, Francesco Maselli, Cristina Comencini, Paolo e Vittorio Taviani, Alessandro Haber, Enrico Lo Verso, Massimo de Francovich per citarne alcuni, per dire basta a tagli che "offendono la cultura" con le parole di Guglielmo Epifani della Cgil.

Perché è vero che c'è un emendamento del ministro Buttiglione alla Finanziaria, è vero che molti operatori del settore sono convinti che una riforma del Fus (il Fondo unico per lo Spettacolo, cioè i soldi che lo Stato dà al settore) vada fatta, ma i 164 milioni di euro in meno sui 464 che fino allo scorso anno venivano dati a cinema, teatro e musica (già tagliati del 9 per cento nei due anni precedenti) sono una sforbiciata del 40 per cento che manderebbe al collasso qualcosa come 5mila aziende (Scala, Piccolo, Teatro di Roma compresi, per intenderci) e 60mila posti di lavoro, in un paese che già destina alla Cultura solo lo 0,16 del Pil, contro lo 0,50 della media europea (1 per cento Francia, 1,35 la Germania).

È contro questa disattenzione alla cultura che a Roma oggi ci sarà un black out quasi totale tra teatri e cinema. Così a Torino. A Napoli saranno aperti solo i cinema del circuito di Luciano Stella, ma il personale che porterà una fascia nera al braccio in segno di lutto (contro la Finanziaria e contro le associazioni di settore). A Milano, Bologna, Firenze se i cinema saranno in buona parte aperti, sono sbarrati i teatri che hanno dato le adesioni più compatte dovunque. E dal teatro viene anche la voglia di un rilancio dell'intero settore. Dice Walter Le Moli, direttore dello Stabile di Torino: "Dobbiamo agire anche noi perché si esca da una concezione marginale del nostro settore". E Dario Fo: "Certo, perfino la Dc era più lungimirante di questo governo. Ma una volta gli artisti che erano tutti di sinistra si davano da fare. Oggi sono ancora di sinistra ma dormono, sono come in letargo. È ora di muoversi".

L'annuncio di nuovi, sostanziosi tagli al "Fondo unico dello spettacolo" è solo l'ultimo dei molti, gravissimi episodi che dimostrano l'intento, da parte dell'attuale governo, di uccidere la cultura in ogni forma. Se una volta in Italia si mandava la gente al confino, oggi vige piuttosto un sistema subdolo di esilio: non si è cacciati in modo esplicito, ma la gente che sa pensare, lavorare onestamente e produrre idee nuove, si vede ben presto costretta ad andare altrove.

fonte: La Repubblica

emily2222
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venerdì, 14 ottobre 2005, ore 00:39

E' un po' come girare in tondo. Un po' come ripetere all'infinito sempre la stessa musica. Ogni mattina mi sveglio piena di buoni propositi, di tante belle idee che vengono meno nel momento esatto in cui poggio il mio piede sul pavimento in marmo di carrara. Tutto quello che nella notte mi ero riproposta di fare sparisce insieme al corredo notturno e a quell'orribile apparecchio ortodontico che mi tiene compagnia nei periodi di insonnia.

Ieri notte: domani mattina devo prendere il treno per Roma alle 8.39! Devo andare in banca! Devo andare a trovare xxx! Devo finire il libro di Gogol'! Devo mandare urgenti mail! Devo scrivere! Devo rilassarmi!

Stamattina mi sono svegliata alle 08.30. Non ci sono andata più a Roma.

In banca non ci sono andata.

- xxx, non posso venire da te perchè sto a Roma-. Risposta: - Ok, non ti preoccupare, lo so che sono cose importanti!-.

Non ho aperto nessun libro, non ho mandato mail, non ho toccato penna (se non per scarabocchiare un foglio, dimostrando a mia sorella che la penna che le avevo prestato funzionava ed era lei la solita rincoglionita).

Ma soprattutto: non mi sono rilassata, nonostante oggi non abbia fatto proprio un cazzo.

Voglio cambiare direttore d'orchestra!

emily2222
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giovedì, 13 ottobre 2005, ore 14:30

Il nuovo premio Nobel per la letteratura è il drammaturgo inglese Harold Pinter. Questa è la motivazione: "Nelle sue commedie scopre il precipizio sotto il chiacchiericcio quotidiano e forza le chiuse stanze dell'oppressione".

La mia tesina di maturità riguardava l'arte combinatoria e un capitolo l'ho dedicato al teatro dell'assurdo, parlando anche di Pinter. Sono molto contenta della scelta dell'Accademia.

Harold Pinter è nato ad Hackney, un sobborgo di Londra, nel 1930. Ha iniziato la sua carriera teatrale come attore, prima studiando presso prestigiose scuole di recitazione, poi girando l’Irlanda con una compagnia shakespeariana e lavorando in piccoli teatri di provincia sotto lo pseudonimo di David Barron.
È 1957 che inizia la sua carriera di drammaturgo: quasi per caso, racconta una sua idea per una pièce a un amico che studia teatro all’Università di Bristol. L’amico ne è talmente entusiasta che gli scrive chiedendogli il copione vero e proprio per rappresentarla all’università: purtroppo, però, non può dargli più di una settimana di tempo. Pinter gli risponde che è impossibile; poi si siede a tavolino e scrive in soli quattro giorni la sua opera prima. Un atto unico intitolato La stanza, in cui già compaiono molti elementi che caratterizzeranno i lavori successivi: primo fra tutti, una situazione comune gradualmente investita da un senso di minaccia e mistero attraverso la deliberata omissione di spiegazioni o motivazioni di ciò che accade sulla scena.
Seguono Il calapranzi, scritto nel 1957 ma rappresentato nel 1960, che ha per protagonisti due sicari assoldati da una misteriosa organizzazione per assassinare una vittima sconosciuta, che per nascondere la loro crescente inquietudine si perdono in chiacchiere irresistibilmente comiche nella loro assurdità; e Festa di compleanno, in cui due ignoti visitatori piombano a casa di un giovane misantropo che vive isolato dal mondo e, senza che si chiarisca il motivo del loro arrivo (sono killer? infermieri di un manicomio?), organizzano una festa di compleanno per il protagonista terrorizzato, il quale non fa che insistere che non è il suo compleanno.
Altri capolavori riconosciuti del teatro di Pinter, fortemente influenzato da Kafka, da Beckett e dal teatro dell’assurdo, e tutto costruito intorno alla nevrosi, all’ambiguità, allo straniamento, con un uso magistrale delle sospensioni e dei silenzi, sono Il guardiano (1960), Il ritorno a casa (1965), Tradimenti (1978) Ceneri alle ceneri (1996). Pinter è anche autore di pièce radiofoniche, volumi di poesia e sceneggiature per il cinema: fra le più recenti La donna del tenente francese (1981), per cui è stato candidato all’Oscar e al Golden Globe, L’amico ritrovato (1989), Cortesie per gli ospiti (1991). Va ricordato infine un adattamento illustre, quello di Alla ricerca del tempo perduto di Proust, una sceneggiatura cinematografica realizzata all’inizio degli anni Settanta che però, a tutt’oggi, non è mai stata prodotta.

emily2222
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mercoledì, 12 ottobre 2005, ore 00:24

Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo

Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un solo tuo sguardo

Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni

Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo


(da: "Ballate" Feltrinelli 1991)

emily2222
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martedì, 11 ottobre 2005, ore 23:52

 "Un giorno senza un sorriso è un giorno perso".

 

 "Credo nel potere del riso e delle lacrime come antidoto all'odio e al terrore".

 

 

 

C'è proprio bisogno di più sorrisi...

emily2222
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martedì, 11 ottobre 2005, ore 23:24

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.

Seneca

Sante parole! In questo periodo, poi, riesco a capirle alla perfezione!

emily2222
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domenica, 09 ottobre 2005, ore 23:59

Io non sono come quella Musa
ispirata alla poesia da bellezze artefatte,
che usa come ornamento il cielo stesso
ed ogni beltà compara al suo splendore,
raggruppando in solenni paragoni
sole, luna, terra e del mar le ricche gemme,
i primi fiori dell'Aprile e quanto di prezioso
racchiude il firmamento in questa immensa volta.
Onesto in amore, permettete ch'io scriva il vero
e poi credetemi, il mio amore è bello quanto
il figlio di ogni madre, anche se non brilla
come quei lumi d'oro fissi nel firmamento:
lasciate esagerare chi ama frasi di grande effetto;
io non vanterò chi non intendo vendere.

emily2222
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domenica, 09 ottobre 2005, ore 23:51

Carne, o solo frutto addentato dei giardini di quaggiù
frutto dolceamaro che impasta i denti di chi è solo
degli affamati di solo amore, bocche o gole,
e buon dessert dei forti, loro allegro desinare.

Amore! Sola emozione di coloro cui l’orrore
di vivere non commuove, Amore, che stritoli
sotto le tue mole gli indugi di libertini e ritrose
per il cibo dei dannati che scelgono i sabba,

Amore, tu m’apparisti a volte come un buon pastore
di cui sogna la filatrice seduta presso il focolare
le sere d’inverno, al calore di un chiaro sarmento,

ed è la Carne quella filatrice, e l’ora è giunta
che il sogno avvolgerà la sognatrice – ora santa
o no! che importa al vostro delirio, Amore e Carne?

emily2222
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giovedì, 06 ottobre 2005, ore 23:55

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte.
Il primo per vederti il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L'ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.
emily2222
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lunedì, 03 ottobre 2005, ore 00:14

La mostra di Jiang Guo Fang è stata davvero una sorpresa. E' un eccellente pittore, molto competente. I quadri in cui riesce meglio sono quelli di piccole dimensioni (relativamente piccole, si tratta comunque di tele molto grandi), c'è un'attenzione maniacale per i dettagli, cosa che rende i quadri piuttosto interessanti. La luce poi domina ogni quadro! Una mostra molto bella.

       

Nato nel 1951 nella provincia di Jiangxi in Cina, Jiang Guo Fang è il quarto di otto figli di una famiglia contadina. Fin dalla giovinezza di dedica allo studio delle arti e si diploma presso l'Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino, dove continuerà ad insegnare. Fin dagli anni dell'Accademia, manifesta un grande interesse per i soggetti storici, concentrandosi sul recupero e sulla valorizzazione della tradizione cinese, ma anche sullo studio dei modelli del realismo europeo. Fang infatti completa la sua formazione artistica viaggiando molto all'estero; ben presto, sviluppa un proprio stile autonomo e una raffinata tecnica pittorica, concentrandosi su opere di grande formato. I suoi lavori possono essere raggruppati in diverse serie pittoriche: in particolare opere storiche che raffigurano ritratti e scene della vita cinese, ambientate presso la Corte Imperiale, come la serie dedicata alla Città Proibita.

emily2222
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