E ogni poesia è un quadro
E ogni poesia è un quadro
a una mostra
su una parete bianca
fatta di caos di cemento
Colori
colti nella confusione
Suoni composti di confusione
Significati
fatti di confusione
"raccolti dall'aria"
E ogni poesia è "un'irruzione nell'inarticolato"
E il tutto sul punto,
poeta poesia e parete e tutto,
di ricaderci dentro
Aggiornamenti nella sezione OGGI (nella colonna a destra in basso) e nuove foto su Flickr...
Troppe cose da fare. O forse troppo poco tempo per fare cose che sono comunque troppe...
Per la gioia di un certo amante di Roma, ho visto un dvd sulle meraviglie della Roma Imperiale. Bello, abbastanza interessante. E pensare che hanno inventato i doppi vetri e avevano il bidet - cosa che in Francia, adesso, ancora non sanno cosa sia, il bidet.
Per la gioia di mia sorella ieri abbiamo visto The Terminal. Mi aspettavo molto di più da questo film. Carino, delle scene sono molto belle, ma niente di più. Lo spunto è interessante ma poi il film si perde. Peccato...
Per la gioia di mia madre ho riordinato lo studio, ormai letteralmente invaso da appunti, depliant di centinaia di università e scarabocchi vari (per non parlare delle solite pallette di carta per terra, la croce di mia madre).
Per la gioia di mio padre ho rinunciato a sistemare, con un ordine logico, i suoi libri sull'archeologia e gli ufo. Dice che poi non ci si ritrova, poverino. Presto farò un censimento per farvi rendere conto del numero immenso di assurdità che occupa la mia povera libreria - tra contatti, incontri ravvicinati e segnali radio di ogni tipo! Tra un po' vorrà anche mettere i suoi vestiti nel mio armadio!
Per la gioia del mio direttore ho preparato il primo dei due articoli che devo consegnare entro la fine di Agosto. Mi sono ridotta all'ultimo, come sempre, e fino ad ora sono stata a grattarmi la pancia. Già sento il fiato sul collo e storielle del tipo "se non ce la fai non ti preoccupare, la tua pagina la do ad un altro". No, no e poi no. Questo lavoro me lo sono sudato e me lo tengo - l'ultimo articolo l'ho scritto addirittura il giorno prima dell'esame di maturità, imbottita di caffè e stressata al limite.
Per la mia gioia (era ora!) ho finito di leggere il libro di poesie di Calabrò - molto meglio quelle di Giuseppe Napolitano, peccato che non sia famoso come merita - e il libro di Lavagetto, che mi ha colpito in negativo. Presto spiegherò perchè...
In verità, tragedie e commedie sono composte dalle stesse lettere - Aristotele
Eh, già...
I grandi non capiscono mai niente da soli, ed è faticoso, per i bambini, dovergli dare continuamente delle spiegazioni...
A. de Saint-Exupéry
Se domandi ad un bambino di 8 anni cosa vuole fare da grande ti dice che vorrebbe fare l'astronauta, il calciatore o il dottore. Io a 8 anni volevo fare la bancaria, mi piaceva troppo maneggiare i soldi e tenere i conti di casa. Oggi no. Oggi ho tante idee per la testa, forse troppe (come dice mia sorella). Però, magari, tra tante idee una buona verrà fuori...spero!
Cosa volevate fare voi da piccoli?
Amleto:
Ah, se questa mia troppo, troppo solida carne, potesse sciogliersi in rugiada!
Ah, se l’Eterno non avesse opposta la sua legge al suicidio! O Dio! O Dio!
Come tediose, e insipide ed inutili m’appaiono le piatte convenzioni
di questo mondo! Che schifo! Che schifo! questo è un orto coperto di gramigna
che va in seme; vi sanno verzicare erbe rozze e selvatiche, nient’altro.
A tanto dunque si doveva giungere! È morto da appena due mesi… oh, no, che dico,
nemmeno tanti… un re così eccellente, confrontato a costui,
un Iperione a confronto di un satiro; e di lei a tal punto innamorato
da non permettere nemmeno ai venti di sfiorarle con troppa forza il viso!
Ah, cielo e terra, come non pensarci! E lei, che tutta s’appendeva a lui,
come se l’appetito di quel cibo le crescesse mangiandone…
Appena un mese… Non voglio pensarci. Ahimè, fragilità, il tuo nome è femmina.
Un mese appena… non ancor consunte le scarpe con le quali, tutta in lacrime,
novella Niobe, aveva seguito il feretro del mio povero padre…
Lei, sì lei!… O Dio Onnipotente! Anche una bestia priva di ragione
avrebbe fatto più lungo compianto… ed ora maritata con mio zio,
fratello di mio padre, ma a lui simile non più di quanto lo sia io ad Ercole…
Un mese, appena un mese… prima che il sale delle false lacrime
abbia cessato d’arrossarle gli occhi, ancora gonfi, s’è rimaritata!
Oh, lubrica precipite lascivia! Scivolare con tanta leggerezza
tra incestuose lenzuola!… Non è bene, né può venirne bene!
Ma spèzzati, mio cuore, ch’io debbo ora frenar la lingua!
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ERMIA -
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Se dunque al mondo tutti i grandi amori sono stati in eterno contrastati, vuol dire che è decreto del destino; e questa prova, cui siam sottoposti anche noi due ci sia di ammonimento che ci dobbiamo armare di pazienza, pensando ch’è retaggio dell’amore d’esser sempre impedito, come lo sono i sogni, i desideri, i pensieri, le lacrime, i sospiri che fan corteggio all’amore conteso.
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In the greatness of the ocean
I have seen peace in the words
and into the waves I have found
my new balance.
Shall be tomorrow perhaps
we open our arms to the sea?
In the time of a farewell
a river pull us apart from the end
and only a couple of strokes
are enough to emerge again.
The wind today
can take us beyond the dreams.
You can still find me
without moving away from the shore,
without drowning into the thoughts,
without feeling alone.
Every emotion will be always with you,
and a drop will be your sky,
and your new sun.
Margeret si era spesso meravigliata per l'agitazione che prende posto nelle acque del mondo quando Amore, che sembra un sasso così piccolo, vi scivola dentro. Chi riguarda Amore, al di là di chi ama ed è riamato? Eppure il suo impatto inonda cento spiagge. Senza dubbio la perturbazione è realmente lo spirito delle generazioni, che dà il benvenuto alle nuove generazioni e si rivolta contro il Fato ultimo, che tiene tutti i mari nel palmo della mano. Ma Amore non può comprenderlo. Non può comprendere l'infinità di un altro: è conscio solo della propria...raggio di sole sfuggente, rosa caduta, sasso che chiede una quieta immersione al di sotto dell'inquietante gioco/interazione di spazio e tempo. Sa che sopravviverà alla fine delle cose e sarà raccolto dal Fato come un gioiello dal fango, e passato in giro con ammirazione nell'assemblea degli dei. "Gli uomini hanno prodotto questo", diranno, e dicendolo daranno agli uomini l'immortalità. Ma nel frattempo...quale agitazione nel frattempo! Le fondazioni della Proprietà e del Decoro sono posate nude, come rocce gemelle; l'Orgoglio di Famiglia si dibatte sulla superficie, sbuffando e soffiando e rifiutando di essere placato. La Teologia, vagamente ascetica, suscita una violenta mareggiata. Allora si svegliano gli avvocati - fredda razza - ed escono dalle loro tane. Fanno quello che possono; rimettono a posto la Proprietà e il Decoro, rassicurano la Teologia e l'Orgoglio di Famiglia. Monete d'oro vengono versate sulle acque agitate, gli avvocati si ritirano e, se tutto è andato bene, Amore unisce un uomo e una donna insieme in Matrimonio.
E' grazie a questo libro, il primo che ho letto di Forster, che mi sono innamorata di questo autore che tanto amava l'Italia. Un libro bello, coinvolgente, appassionante. Il migliore tra tutti i libri di Forster.
Ecco riassunto tutto quello a cui ho assistito e che ho imparato durante la mia vacanza in Egitto.
1. Le donne arabe usano le creme per sbiancare la pelle, e trovano ridicolo che noi donne “civilizzate” cerchiamo ogni modo per scurire la nostra.
2. Al Cairo, se qualcuno attraversa la strada, i tassisti non frenano ma si limitano a suonare il clacson. Ho visto donne con bambini in braccio aspettare decine di minuti prima di riuscire ad attraversare la strada.
3. Gli incidenti sono ordinaria amministrazione. Ho imparato dai tassisti una decina di imprecazioni in arabo.
4. Ci sono egiziani poveri, fieri di esserlo, che basano tutti i loro discorsi sulla mancanza di stress che deriva da questa condizione, ed egiziani ricchi che appena possono ti offrono un asciugamano bagnato per cancellare le tracce del resto del mondo.
5. L’attentato non ha spaventato gli egiziani, preoccupati solo dalle conseguenze economiche che questo avrebbe portato.
6. “Se ti deve succedere qualcosa, può succederti anche nel bagno di casa tua”. Con queste parole ci rassicurava il nostro traduttore Nagdy. E vai con le grattate di maroni.
7. I bambini, a quattro-cinque anni, conoscono tutte le lingue immaginabili. Questo, ovviamente, per cercare di rifilare a più gente possibile la loro mercanzia.
8. I napoletani hanno fama di volere sempre il 100 % di sconto nei bazar.
9. Tutti gli italiani vogliono sempre il 100 % di sconto nei bazar.
10. Tutti vogliono sempre almeno il 99 % di sconto nei bazar.
11. Evitate di comprare nei bazar, almeno in quelli più turistici. Ormai hanno tutti capito il trucchetto del contrattare.
12. Gli egiziani non dormono mai. Il rumore c’è sia di giorno che di notte.
13. C’è gente che ha passato una settimana in un villaggio vacanze (magari pure italiano) a Sharm e poi è tornata a casa senza avere in realtà visitato l’Egitto.
14. C’è gente che, tornata da Sharm, crede ancora di aver visitato l’Egitto.
15. C’è gente che disprezza i terroristi perché gli hanno rovinato la superfantastica vacanza a Sharm.
16. C’è gente che non merita di chiamarsi turista, o semplicemente essere umano.
17. Mafia e Berlusconi sono gli argomenti più usati nelle conversazioni tra arabi e italiani.
18. Mafia e Berlusconi sono gli argomenti più usati nelle conversazioni tra gli italiani e gli abitanti del resto del mondo.
19. Mafia e Berlusconi sono gli argomenti più usati nelle conversazioni tra italiani e italiani all’estero.
20. Mafia e Berlusconi...non ho mai sentito tanto la mancanza di “pizza e mandolino”.
21. Il Nilo, al tramonto, riempie l’anima di gioia.
22. Tutti gli egiziani ti salutano con EL SALAM ALECOM (che la pace sia con te).
23. Ho assistito ad una rissa nel mio hotel, che si chiamava EL SALAM (la pace).
24. Tutto quello che puoi fare, dire, o pensare non ha più alcun valore di fronte al tempio di Abu Simbel.
25. L’Egitto è stracolmo di meraviglie meravigliose che devono essere viste almeno una volta nella vita.
Avrei così tante cose da dire, mentre mi accorgo che passo la maggior parte del mio tempo a cercare di capire quello che voglio ottenere dalla mia vita.
Questi giorni sono stati di grande sollievo, con tanti problemi che sono spariti con la fine del mio "ritardo" (quello a prendere decisioni giuste, forse).
Intanto continuo a sentirmi così inadeguata, così diversa dal resto del mondo che spesso mi viene voglia di partire, sparire per un po', andare in Tibet, magari per sette anni, in buona compagnia!
Sento di non avere più la forza necessaria per affrontare quei cambiamenti che prima mi riempivano di gioia, mi davano una carica infinita e mi illuminavano il cuore. Il tutto condito con la paura di sbagliare, ancora una volta, e distruggere per sempre i miei sogni.
Probabilmente sono sensazioni normali, comunissime, ma le sento così poco adatte a me che quasi ho paura di essere cambiata inaspettatamente. E forse questa nuova persona non riesce ad accettare più le regole e le convenzioni che le sono imposte dall'esterno. O semplicemente non è una persona adatta a convivere con la gente.
Che gran mal di testa! Forse è vero che, come diceva Rousseau, gli uomini sono stati felici solo nello stato naturale (da primitivi) e che la società ha anche costretto l'uomo a rinunciare a parte della sua libertà. Io rivoglio indietro quella libertà che secoli di storia mi hanno negato!
P.S. Mi sembra l'inizio di un romanzo di Joyce quello che ho scritto: scoordinato, senza senso, fluttuante e drammaticamente reale.
Oggi ho completato l'iscrizione al test per lettere a Tor Vergata. Dovrò approfondire le mie conoscenze su archeologia e filologia (e dare anche una ripassata a letteratura, storia, storia dell'arte). Il test è previsto per il 22 settembre. Speriamo bene!!! Se non passo mi segno a Statistica alla Sapienza, tanto per cambiare completamente il progetto che mi ero fatta sulla mia vita futura. D'altronde se il destino non vuole che mi segni a lettere...perchè non assecondarlo?! Intanto tra depressione e avvilimento cronico non scrivo sul blog da quattro giorni.
Quello di quest'anno è stato un bellissimo ferragosto, passato a ricevere e fare tante tante coccole. Il ferragosto che desideravo da molto tempo.
In quattro giorni sono riuscita ad andare al mare una volta e riportare ustioni sul 90% del corpo (come sempre si è salvato il collo, una piccola porzione di pelle coperta dal minicostume e le ascelle, che non riesco ad abbronzare mai).
In quattro giorni ho anche visto tanta televisione (una delle conseguenze della tristezza che mi ha colpito).
In quattro giorni ho spesso sentito il bisogno di tornare indietro ed evitare di fare delle cose molto stupide.
In quattro giorni, forse, sono anche riuscita a crescere un po'...
E' strano che una persona che cerca in ogni modo di lasciare una traccia, faccia il possibile per nasconderlo (a gli altri, a se stessa...perchè no?). Forse nessuno sarà mai davvero così onesto e coraggioso da scoprire tutte le sue carte. Scoprirsi rende fragili e vulnerabili, soggetti ad ogni tipo di attacco esterno. Ci copriamo di "abiti inutili" (più o meno la Merini diceva così), tanti strati che fermerebbero anche il tragitto di una pallottola. Se potessimo andremmo sempre in giro con la corazza, resistente, forte, magari di un bel colore nero (che va sempre di moda e si intona con tutti i tipi di pelle). Ma a quel punto servirebbero anche una benda, un paio di tappi per le orecchie e un po' di adesivo per tappare la bocca agli ipocriti. La prossima volta che vado all'ikea faccio una scorta di carta da imballaggio (che è pure gratis) ci incarto il mondo. Magari riuscirò a farlo tacere...
Oggi è stata una bella giornata di shopping! Ho comprato un libro di test per l'università (strano,ma vero...da quest'anno anche lettere è a numero chiuso in alcune università!), due penne colorate meravigliose, un paio di orecchini (ormai gli orecchini hanno ricoperto ogni centimetro del mio tavolino!) e il taccuino MOLESKINE che cercavo da un sacco di tempo. Che bello!
Ecco la storia del Moleskine per chi non lo conoscesse...
"Moleskine è un taccuino leggendario, compagno di viaggio tascabile e fidato, ha custodito schizzi, appunti, storie e suggestioni prima che diventassero immagini famose o pagine di libri amati.
Una tradizione raccolta dallo scrittore-viaggiatore Bruce Chatwin che comprava i moleskine in una cartoleria parigina di rue de l'Ancienne Comédie.
Ne faceva sempre una scorta prima di partire per uno dei suoi viaggi. Aveva un suo rituale messo a punto negli anni: prima di usarli ne numerava le pagine, scriveva all'interno il suo nome e almeno due indirizzi nel mondo, con la promessa di una ricompensa per chi lo restituisse in caso di smarrimento.
Suggerì questo sistema anche all'amico Luis Sepúlveda quando gli regalò, per il viaggio in Patagonia che avrebbero dovuto fare insieme, un prezioso moleskine. Prezioso perché ormai non se ne trovavano più.
Nell'86 era venuto meno anche l'ultimo produttore, una piccola azienda familiare di Tours.
'Le vrai moleskine n'est plus' questo il lapidario annuncio della proprietaria della cartoleria a Chatwin che ne aveva ordinati cento prima di partire per l'Australia. Chatwin comprò tutti i moleskine che riuscì a trovare, ma non furono abbastanza.
Ora, il moleskine è di nuovo qui. Anonimo custode di una straordinaria tradizione, introvabile da anni, riprende il suo viaggio. Torna a passare, come un testimone del nomadismo contemporaneo, da una tasca all'altra per continuare l'avventura. Il seguito lo racconteranno le sue pagine ancora bianche."
grazie a frottola posso farvi vedere alcune foto che non ero riuscita a inserire su Flickr.
Qui, e
qui.
Baci
La vita è breve, l'arte lunga, l'occasione fugace, l'esperimento pericoloso e il giudizio difficile.
Ippocrate
Esiste qualcosa di perfetto?
A lato, nella colonna a sinistra, ho aggiunto un collegamento a Flickr dove troverete un po' di foto del mio viaggio in Egitto e altro.
Sempre andare controvento, solo così è possibile alzarsi in volo. Proverbio cinese
Un amico è un uomo che sa tutto di
te, e nonostante questo gli piaci.
Elbert Hubbard